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Brancolo, nuova grana per il ponte

La ditta Vendramini è in liquidazione: il Comune diffidato dal riaprire il cantiere. Oggi un vertice

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STARANZANO. La storia infinita sulla ristrutturazione del «Ponte della Checca», la grande opera incompiuta sul canale del Brancolo, sta diventando come una telenovela che si arricchisce giorno dopo giorno di nuovi particolari, dando purtroppo come unico risultato ulteriori ritardi alla ripresa dei lavori, fermi già da oltre un anno.

La scorsa settimana, infatti, si è abbattuta una nuova e inattesa tegola sulla travagliata vicenda: il Comune di Staranzano non riesce a chiudere la vecchia pratica con la ditta “esonerata”, la Ugo Vendramini srl di Remanzacco (Udine), poiché la stessa è “in liquidazione”.

Di conseguenza il Comune ha ricevuto una diffida da parte del liquidatore a riaprire il cantiere e a spostare qualsiasi materiale fino a quando non sarà chiarita tutta la situazione. Per questo motivo è stata convocata oggi una riunione urgente con tutte le parti in causa, visto che l’amministrazione comunale ha detto “basta”, non avendo più intenzione di accettare ulteriori rinvii.

«Questa volta – conferma il sindaco Lorenzo Presot - siamo determinati a procedere, a prescindere da quella che sarà la conclusione dell’incontro». Nei giorni scorsi, infatti, il Comune ha definitivamente assegnato a nuova ditta l’appalto per il completamento della ristrutturazione del ponte, che avrebbe già dovuto iniziare. L’impresa è la Villas Costruzioni srl di Monfalcone che, in base al capitolato, dovrebbe terminare le opere nel giro di 60 giorni lavorativi (forse meno), per un costo di 130.225,78 euro. Si tratta di poco più della metà dei fondi stanziati, in quanto l’altra metà è stata già spesa per “chiudere i conti” dell’appalto con la Vendramini. L’importo totale del costo dell’opera, interamente finanziata dalla Protezione civile regionale, era infatti di 250 mila euro.

«E’ solo questione di giorni l’inizio lavori per il ponte», aveva più volte ripetuto in passato il Comune, che sperava di risistemarlo nella sua posizione prima della stagione estiva, ma ogni volta era nato qualche intoppo.

Due anni di passione e intoppi burocratici, oltre al tragico infortunio a maggio del 2011 che era costato la vita all’operaio serbo Jerenic Zlatin Bor, caduto nel Brancolo, e con il conseguente sequestro del cantiere da parte della Procura della Repubblica.

I primi lavori da effettuare consistono nella realizzazione delle spallette di appoggio della struttura metallica. Successivamente, il completamento della pavimentazione e la creazione della pista ciclabile verranno effettuati sul posto dopo la ricollocazione del ponte.

A suo tempo il ponte è stato tolto dalla posizione originale e sistemato sotto un capannone, accanto al canale, nel piazzale adiacente al locale “Kukù” (ex “Checca”), dove è stata rimossa la ruggine e la struttura è stata riverniciata dopo un trattamento antiruggine. Fra un contenzioso e l’altro la strada per il lido continua così ad essere chiusa, e il prossimo 20 novembre l’interruzione al traffico “compirà” due anni.

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