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“Pagella” ingenerosa Il vigile 26 ricorre al Giudice del lavoro

MIchele Furlan ritiene «troppo bassa» la valutazione data dai dirigenti. Il Comune replica: «Resisteremo»

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Quel voto così basso deve essere stato un affronto. Proprio a lui che in nove anni, per sua stessa ammissione, ha comminato qualcosa come 15mila contravvenzioni. E allora Michele Furlan, meglio noto come agente o vigile 26, non ci ha pensato su due volte e ha fatto ricorso al Giudice del lavoro.

Lo si scopre (perché di scoperta si tratta, non essendo mai stato pubblicizzato il fatto) dalla lettura di una delibera della giunta municipale che affida all’avvocato comunale Stefano Piccoli la difesa dell’ente. Nodo del contendere la “pagellina della prestazione individuale” riferita al secondo semestre 2011: «il dipendente (alias l’agente 26, ndr) ritiene la propria valutazione, pari a 7,2, troppo bassa - si legge nella delibera -. È infatti peggiore di tutto il personale appartenente alla polizia locale. Lamenta, inoltre, che il voto finale non sia stato motivato espressamente, nonché la manifesta irragionevolezza e disparità di trattamento rispetto ai colleghi». A tutelare Michele Furlan è l’avvocato Alberto Tarlao che spiega i motivi del ricorso. «Prima, abbiamo sottoposto il problema alla commissione comunale per il riesame e non abbiamo ottenuto la risposta che ci attendevamo. Da qui - spiega Tarlao - la decisione dell’impugnazione giudiziaria. È già stata fissata anche la data dell’udienza che si svolgerà il 24 gennaio prossimo».

E il Comune, come reagisce? Resisterà. «Il ricorso - si legge ancora nella delibera - deve ritenersi, prima ancora che infondato nel merito, inammissibile: in primo luogo per difetto assoluto di giurisdizione, poi perché fondato sull’erroneo presupposto che la valutazione costituisca un procedimento amministrativo, mentre è un atto paritetico relativo al rapporto di pubblico impiego privatizzato (tanto è vero che l’agente Furlan si è rivolto al giudice ordinario e non a quello amministrativo). Si ritiene quindi opportuna la costituzione in giudizio del Comune al fine di resistere avverso al ricorso».

L’assessore comunale Guido Germano Pettarin sottolinea che, nella determinazione di una pagellina di valutazione, «nulla è lasciato al caso». «Detto questo - aggiunge - ribadisco che l’amministrazione comunale ha seri dubbi che questa vicenda sia di competenza del Giudice del lavoro». Peraltro, a rendere questo convincimento più solido un precedente ricorso analogo «relativo alla valutazione 2005 di un altro vigile urbano».

Chi avrà ragione: il Comune (ovvero il datore di lavoro) o il vigile 26 (ossia il dipendente)?

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