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Delitto di Lignano: Rosetta e Paolo uccisi per vendetta

Tra gli inquirenti prende quota l’ipotesi dell’esecuzione ordinata per motivi collegati alla vita o al lavoro della coppia

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TRIESTE. La carneficina in lavanderia, tutte le altre stanze in ordine, come Rosetta amava lasciarle. Una scena del crimine che ora non sembra del tutto compatibile con l’ipotesi della semplice rapina. E così si fa strada la pista di una possibile vendetta. Gli investigatori che stanno cercando di dare un nome agli spietati killer dei coniugi lignanesi Paolo Burgato, 69 anni e Rosetta Sostero, 65 hanno trovata la villetta di via Annia - fatta eccezione per la zona della taverna - in ordine. Troppo in ordine, considerando che è stata teatro di uno dei delitti più efferati avvenuti in Italia negli ultimi anni.

La vendetta

Un’ipotesi, quella della rapina, che già nella giornata di martedì aveva perso consistenza per via di alcune circostanze messe in evidenza dall’attività investigativa. E ieri i carabinieri (che lavorano instancabilmente giorno e notte coordinati dal pm Claudia Danelon della Procura di Udine) si sono concentrati anche sulla pista della vendetta. Forse anche di tipo trasversale. Ma resta sempre da capire chi possa aver deciso di vendicarsi in un modo così disumano. E poi, per quale motivo? Ecco, il movente. Da sempre il filo rosso che aiuta i detective a decifrare anche i delitti più intricati. In questo caso pare difficile che qualcuno possa aver ferocemente aggredito e tolto la vita a due anziani commercianti, conosciuti da un’intera cittadina per il loro carattere mite, per la loro disponibilità con gli altri e anche per l’amore che li legava.

Due scenari

Il concetto di vendetta, comunque, può avere - sempre agli occhi degli inquirenti - differenti sfaccettature. Una semplice rivalsa messa in atto da banditi forse anche drogati che, frustrati per non aver trovato il tesoro che avrebbe dovuto esserci in quella casa (in base a informazioni apprese per caso, origliate o semplicemente sulla base della supposizione/speranza che un commerciante abbia in casa denaro), hanno perso la ragione e sono stati colti da un raptus di violenza. Oppure potrebbe essersi trattato di una vendetta maturata in un contesto più ampio e quindi di più difficile lettura.

Raptus di violenza

Un’analisi d’insieme di tutti gli elementi raccolti ha portato a ritenere che Paolo e Rosetta siano stati aggrediti subito dopo aver varcato la porta che, dallo scivolo esterno, conduce alla taverna, passando per la lavanderia. Subito calci e pugni in pieno viso, tanto che lei ha riportato la frattura del setto nasale. In un secondo momento i due poveri coniugi sarebbero stati separati o almeno così sembrano rivelare quelle piccole macchie di sangue da gocciolamento trovate ai piani superiori. E dunque probabile che Rosetta, già ferita, abbia dovuto guidare i suoi aguzzini di stanza in stanza, alla ricerca di qualcosa di prezioso. Da quanto è stato possibile capire osservando arredi e soprammobili, sarebbero spariti solo alcuni gioielli. Davvero un magro bottino per due banditi che si erano “esposti” così tanto entrando in casa in presenza dei proprietari e che forse non si erano curati di nascondere i loro volti. Questa ricostruzione investigativa farebbe riferimento a una vendetta maturata lì per lì da banditi senza cuore e coscienza. Ben più arduo invece sarebbe il lavoro dei carabinieri se si trattasse di una vendetta maturata in un contesto in qualche modo può essere collegato alla vita e alle attività familiari.

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