Nel 1866 Versa ritornò italiana ma per soli 15 giorni

VERSA. Era il lontano 26 luglio 1866, quando, passato da poco mezzogiorno, sul vecchio ponte di legno che attraversava il torrente Torre, alle porte di Versa, allora austriaca, avvenne uno scontro...

VERSA. Era il lontano 26 luglio 1866, quando, passato da poco mezzogiorno, sul vecchio ponte di legno che attraversava il torrente Torre, alle porte di Versa, allora austriaca, avvenne uno scontro armato tra le truppe italiane provenienti da Palmanova e quelle dell'impero austriaco acquartierate al di qua del torrente Torre. Si consumava così, 146 anni fa, quella che venne poi denominata come “La battaglia di Versa”, collocata nell'ambito della Campagna di unificazione del 1866 e che di fatto rappresentava la Terza guerra di indipendenza italiana. Nello scontro furono coinvolti, da parte italiana 5 squadroni del Reggimento Lancieri di Firenze (circa 400 cavalieri), 14 compagnie di bersaglieri (1.600 uomini), e la 5a batteria dell'8° Reggimento d'artiglieria con 6 pezzi, mentre sul fronte austriaco furono coinvolti 2 squadroni e mezzo del reggimento Ussari Wurttemberg (300 cavalieri), 18 compagnie dei Reggimenti Arciduca Luigi Vittorio Nagy e Granduca di Toscana (2.500 uomini) e una sezione del 7° Reggimento d'artiglieria con 2 pezzi. Ad avere la meglio furono le truppe italiane guidate dal generale La Forrest-Divonne, mentre alla fine dello scontro da parte italiana si contarono 29 feriti, tra cui 2 ufficiali e 30 cavalleggeri dispersi, mentre sul fronte austriaco vi furono 30 morti, 51 feriti e 83 dispersi. Le truppe italiane entrarono così vincitrici a Versa, che ritornò italiana, ma soltanto per pochi giorni, vale a dire fino al 10 agosto seguente, quando venne firmato l'armistizio nella Casa Tomadoni a Cormòns, dove risiedeva il podestà Camillo della Torre. Armistizio che precedette la Pace di Vienna, firmata il 3 ottobre seguente. In virtù di tale accordo l'Austria cedette il Veneto al Regno d'Italia, mentre la linea di confine tra Italia e Austria venne ripristinata e identificata con la sponda destra del torrente Torre, come di fatto era già prima della Battaglia di Versa, che quindi ritornò austriaca fino alla fine della prima guerra mondiale. L'episodio della “Battaglia di Versa” e l'insieme delle vicende ad essa collegate, sono descritte nel saggio storico del compianto commendator Massimo Portelli, vice prefetto nativo di Villesse poi sposato e residente a Versa, dal titolo “La Campagna del 1866 nel Friuli Goriziano – Il combattimento di Versa e l'armistizio di Cormòns”. Una copia del libro venne donata il 22 ottobre 1966 in piazza a Versa, dallo stesso Portelli al presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat, in visita alla nostra terra per il centenario della battaglia. Per l'occasione, nella piazza stessa venne scoperta la lapide commemorativa dello scontro vittorioso sul ponte del Torre, in cui si legge “Versa liberata il 26 luglio 1866 dall'Armata Cialdini, ma redenta dopo mezzo secolo, vuole perpetuare nel primo centenario la vittoriosa gesta del ponte sul Torre, esaltando quanti contribuirono alla sua unione all'Italia”.

Edo Calligaris

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