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Passera: «Il rigassificatore di Zaule si deve fare a tutti i costi»

Il ministro chiude la partita: «Un impianto-chiave per lo sviluppo del territorio e un’opportunità per il nostro Paese. L’unico modo per alleggerire la bolletta e per far crescere l’occupazione»

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(ansa)

Il rigassificatore a Trieste si farà, sarà quello di Gas Natural e verrà localizzato a Zaule. Lo afferma il governo nazionale, per la prima volta in maniera inequivocabile e lo spiega in esclusiva al Piccolo il ministro dello Sviluppo economico, delle infrastrutture e dei trasporti, Corrado Passera. Si farà nonostante l’opposizione dei Comuni di Trieste e Muggia, della Provincia, di molti comitati di cittadini e formazioni politiche e sindacali. E mentre si moltiplicano anche richieste di referendum per sentire il parere di tutti i cittadini, a netto sostegno del rigassificatore di Trieste sembra soltanto l’amministrazione regionale di Renzo Tondo, ma il governo Monti sarebbe deciso a procedere su una decisione che non sembra negoziabile e sulla quale pende già la minaccia di ricorsi amministrativi. «Bisogna puntare a iniziare i lavori al più presto - afferma convinto Passera - poiché si tratta di una grande opportunità per tutto il Paese».

Ministro Passera, è vero che il governo vede con favore la realizzazione del rigassificatore di Trieste?

Il rigassificatore di Trieste-Zaule è un’infrastruttura chiave per lo sviluppo del territorio, oltre che uno degli impianti su cui far leva per far sì che la nostra bolletta energetica cali e che il nostro Paese possa diventare un importante hub del gas Sud-europeo con benefici effetti anche sull’occupazione.

Come si svilupperà in prospettiva la politica italiana in ambito energetico, in particolare nel settore del gas?

Nei prossimi 15-20 anni l’Europa aumenterà significativamente l’importazione di gas. Per il nostro Paese questa è un’opportunità, possiamo diventare un importante ponte d’ingresso per il gas che arriverà via nave o via gasdotti dalle nuove fonti di approvvigionamento: dall’Africa, dalla regione del Caspio, dall’Est del Mediterraneo, dal Medio Oriente. Questo contribuirà a rendere il mercato italiano del gas più efficiente e competitivo e meno dipendente da pochi fornitori.

E in questa ottica l’impianto triestino che ruolo può svolgere?

Il rigassificatore di Trieste-Zaule sarà localizzato in una posizione ideale perché vicina al baricentro dei consumi nazionali e prossima a importanti mercati di interscambio, come l’Austria, la Germania, i Balcani, favorendo quindi una maggiore integrazione con il mercato europeo. Questo, tra l’altro, si potrà fare senza necessità di significativi interventi sull’attuale rete di trasporto del gas.

Ma a Trieste le amministrazioni locali, molte forze politiche e sindacali e migliaia di cittadini sono contrari al rigassificatore.

Le ragioni e i vantaggi di realizzare opere strategiche come quella del rigassificatore di Trieste-Zaule vanno naturalmente spiegate e condivise con la cittadinanza ed è compito delle istituzioni nazionali e locali farlo. I cittadini devono sapere che la loro bolletta costa in media il 20-25% in più della media europea anche perché l’Italia non dispone di un numero sufficiente di infrastrutture come questa.

Come si risolverà dunque il contraddittorio con il territorio?

È giusto discutere, confrontarsi, approfondire i progetti dal punto di vista della sicurezza e della sostenibilità ambientale e garantire le migliori soluzioni tecnologiche, ma poi le decisioni vanno prese e concretamente attuate.

Il governo dunque considera questo impianto strategico? Quali saranno i prossimi passaggi e si arriverà presto a dare addirittura il via alla costruzione della struttura?

Bisogna portare avanti, in tempi rapidi e nei diversi livelli istituzionali, tutte le procedure necessarie per assumere decisioni concrete, puntando a iniziare i lavori al più presto.

Quali benefici si possono attendere da un’opera come questa?

A livello locale ci sarà un impatto in termini di occupazione, investimenti e sviluppo del porto. Più in generale, è un dato di fatto che crescita e occupazione passano per l’energia: tutti insieme abbiamo la responsabilità di ridurne il costo per i cittadini e le imprese.

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