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Terza corsia, il Pd attacca: mettere Riccardi alla porta

Dopo le critiche di Lega e Udc, i democratici chiedono la testa del commissario Ma il vicecoordinatore del Pdl Dressi fa quadrato sulla giunta: «Piena fiducia»

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TRIESTE. Si sprecano le critiche e le prese di posizione all’indomani dell’annuncio da parte della giunta Tondo della prossima pubblicazione di un nuovo bando per la realizzazione della terza corsi della A4. Sono venute alla luce le condizioni capestro imposte dalle banche che hanno portato al fallimento dell’accordo e il pericolo che adesso la Regione si trovi nella condizione di dover versare indennizzi milionari alle imprese che si sono già aggiudicate lotti di lavoro.

«Dopo aver ripetuto alla nausea la panzana di aver ripianato il debito lasciato da Illy - commenta la segretaria regionale del Pd Debora Serracchiani - la giunta Tondo ci sta portando sull'orlo di un buco di bilancio che avrebbe effetti disastrosi sui conti regionali. Invece di chiedere la proroga del commissario di cui si è fidato come di se stesso - continua Serracchiani - Tondo dovrebbe accompagnarlo alla porta della giunta, e poi uscire dietro di lui. Abbiamo sempre detto che voler fare da soli era follia: ora c'è la prova che avevamo ragione. Invece di impegnare 150 milioni del proprio bilancio per far passare i tir rumeni, meglio avrebbe fatto a metterli in sviluppo di logistica, portualita e treni pendolari. Ma questo è ciò che genera la disperazione».

Opposto il parere di Sergio Dressi vicecoordinatore regionale del Pdl. «Le dichiarazioni del segretario della Lega, Piasente - commenta Dressi - cercano di trovare un colpevole nell’assessore Riccardi, arrivando con imprudenza a chiedere provvedimenti affermando che: “chi sbagli paga”. Premesso che nessuno ha sbagliato e che le partite così difficili, anche per i mutamenti finanziari causati dalla crisi economica internazionale, hanno bisogno di una guida sicura ed affidabile come quella offerta sino a qui dall’assessore e commissario della Terza corsia Riccardi - conclude l’esponente del Pdl - per senso di responsabilità, evitiamo di chiedere che Piasente incominci in casa sua ad applicare il principio: “chi sbaglia paga”. Noi, più ragionevolmente, chiediamo che tutti lavorino per gli stessi obiettivi e semmai preferiamo la massima: “solo chi non lavora non sbaglia”, riaffermando la nostra completa fiducia nel presidente Tondo, nell’assessore Riccardi e in tutta la Giunta.

«Quanto è emerso sulla terza corsia – afferma Franco Bandelli, presidente di Un'Altra Regione - è grave non soltanto perché il rischio di perdere la partita del rilancio infrastruttrale in regione é ormai una certezza, ma perché i responsabili istituzionali direttamente coinvolti hanno preferito giocare una personale partita di promozione della loro immagine senza tenere in alcun conto che si stava consumando sotto i loro occhi un danno evidente e di portata ancora da definire per la nostra regione. Un atto di vera irresponsabilità istituzionale». «Quel che è certo è che non porta bene circondarsi e affidarsi a suggestivi - ma anche in questo caso, come per l'originale - fatali cerchi magici. La gestione della terza corsia è solo lo specchio di un indirizzo di cui Tondo si è fatto promotore – sottolinea Alessia Rosolen - anteponendo lanci propagandistici ai risultati. Facendo credere di avere in casa un Tremonti della finanza regionale mentre l'assessore Savino nei momenti più delicati della vicenda non era in grado nemmeno di dare conto di quanto di sua diretta competenza».

Afferma infine il capogruppo del Pd Gianfranco Moretton: «La triste vicenda che accompagna la quasi certa morte dell'ammodernamento dell'A4 è solo uno dei punti che hanno contrassegnato l'inadeguatezza delle politiche finanziarie ed economiche di Tondo, della sua giunta e di gran parte della maggioranza che lo sostiene».

«Nel bando del primo lotto già aggiudicato e che non riesce a partire per mancanza di fondi e finanziatori ammonisce Giulio Lauri, coordinatore di Sinistra ecologia e libertà - è previsto anche un indennizzo a Rizzani De Eccher e Pizzarotti dai 35 ai 135 milioni di euro se l'opera non verra' realizzata, e l'obbligo per la Regione di una ricapitalizzazione di Autovie che poi potrebbe anche perdere la possibilità di partecipare alla gara per la concessione. È più di un pasticcio - conclude Lauri - si tratta di scelte azzardate e irresponsabili che metterebbero a rischio il bilancio della Regione a cominciare dal welfare e da quelle scelte di politica industriale che sole possono permetterci di sperare di riuscire ad affrontare la crisi».

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