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Rubata con una ruspa l’orma di dinosauro a San Lorenzo di Daila

Il fossile risalente a 95 milioni di anni fa asportato nella notte sulla costa dell’Umaghese. È caccia ai ladri su commissione

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UMAGO. Un bel souvenir originalissimo, risalente nientemeno che a 95 milioni di anni fa e non acquistato alla solita bancarella ma asportato con l'uso di una ruspa. Con un po' d’ironia si potrebbe definire così quanto avvenuto sulla riva di San Lorenzo di Daila, dove qualcuno si è portato via una lastra di pietra con l'impronta fossilizzata di dinosauro. L'atto vandalico che per gravità equivale a un vero e proprio crimine contro il patrimonio storico culturale, è stato scoperto e denunciato dallo speleologo Alen Hlaj e dall'archeologa Biljana Petrovic Markezic. Il Ministero dell'ambiente ha già sporto denuncia contro ignoti.

Sembra quasi impossibile che nessuno si sia accorto del furto, tenuto conto che per un'operazione del genere ci è voluto un certo tempo, con l'impiego di un camion munito di gru o di una ruspa che sicuramente non passano inosservati. A detta degli esperti, un reperto del genere non finirà nei musei perché sarebbe troppo rischioso. Probabilmente farà da ornamento nel giardino di qualche casa. L'orma del dinosauro sulla pietra rubata era una delle meglio conservate in Istria, nonostante l'azione erosiva del mare. Nel 1995 era stata fotografata e documentata dal paleontologo italiano Fabio Dalla Vecchia che sul posto aveva rilevato una trentina d’impronte di dinosauro della specie teropode carnivoro, bestioni lunghi fino a 22 metri. Il ladro della pietra se scoperto rischia una multa da 4mila a 33mila euro. Il furto fa tornare d'attualità l'annosa questione della tutela inadeguata dei 18 siti paleontologici in Istria. Solo quello di Barbariga, con resti fossili degli animali, è ben tutelato come riserva. Negli altri siti invece come quello di San Lorenzo troviamo tracce fossilizzate del movimento dei dinosauri. Lo spiega lo studioso Slavko Brana, secondo il quale tale patrimonio dovrebbe venire rimosso e portato nei musei dove sarebbe al riparo dalla devastazione degli elementi naturali o dai vandalismi. Certo aggiunge, si potrebbe anche procedere alla tutela in situ, i costi però sono vertiginosi. Per l’astronomo e studioso a 360 gradi Korado Korlevic, direttore del Centro scientifico educativo di Visignano d'Istria, il reperto rubato potrebbe finire in un museo del Nord Italia. (p.r.)

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