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Casi di scabbia al Cie Tre medici sotto inchiesta

L’accusa è di omessa denuncia. Già acquisite le cartelle cliniche a Gradisca Il consorzio gestore del centro immigrati: «Mai diagnosticate dermatiti sospette»

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GRADISCA. Tre medici indagati per la mancata segnalazione di casi di scabbia fra gli ospiti del Cie e del Cara. Nuovo colpo di scena con protagonista la doppia struttura per migranti di Gradisca d’Isonzo: è di ieri la notizia che tre sanitari alle dipendenze della Connecting People, il consorzio siciliano che dal 2008 gestisce il centro immigrati di via Udine, sarebbero finiti sotto la lente della magistratura per avere omesso di segnalare alle autorità la presenza di alcuni casi di dermatosi contagiosa all’interno della struttura isontina per migranti. Uomini delle Fiamme Gialle e della Digos avrebbero acquisito nei locali del presidio sanitario del centro immigrati una folta documentazione, a partire dalle cartelle cliniche. Il fatto contestato risalirebbe allo scorso inverno. A fine novembre, dopo l’individuazione di un caso sospetto di dermatite, una dozzina di richiedenti asilo del Cara erano stati infatti posti in isolamento per evitare che la presunta epidemia dilagasse. Questione peraltro delicata dal momento che gli asilanti sono liberi di circolare in orario diurno sul territorio isontino. La Prefettura goriziana, al tempo interpellata, dichiarò che successive analisi svolte presso l’azienda sanitaria isontina avevano fatto rientrare l’allarme.

L’indagine sull’omessa diagnosi segue di poche settimane quella sulle presunte false fatturazioni per le forniture di materiali nell’assistenza alla persona che la stessa Connecting People di Trapani avrebbe emesso nei confronti della Prefettura goriziana (e quindi dello Stato), gonfiando la reale presenza di ospiti all’ex caserma Polonio. Lo scopo: incrementare le entrate derivanti dal forfettario di 42 euro al giorno ad immigrato previsto dal contratto. In quel caso il reato ipotizzato sarebbe di truffa allo Stato.

Proprio come qualche settimana fa, la notizia del caso-scabbia trapela a poche ore da un decisivo appuntamento al Tar di Trieste: oggi, secondo indiscrezioni, potrebbe infatti essere depositata la sentenza sul ricorso che la Connecting People ha presentato contro la Prefettura di Gorizia per la revoca dell’affidamento triennale della nuova gestione di Cie e Cara al colosso francese Gepsa a causa di “gravi carenze formali” nella presentazione dell’offerta. Secondo indiscrezioni, anche questo bando di gara sarebbe finito al vaglio degli inquirenti. Interpellato sul nuovo fronte di indagine aperto nei confronti della coop siciliana, il componente del comitato esecutivo della Connecting People Mauro Maurino esprime al tempo stesso tranquillità e sconcerto: «C’è un atmosfera strana. Non abbiamo alcuna notizia di avvisi di garanzia né per questa vicenda né per quella relativa alle fatturazioni. Solo acquisizioni di documenti. Ma fa piacere che la notizia trapeli, così tutti possono capire cosa sta accadendo. Prima di denunciare un caso di scabbia, bisognerebbe averlo diagnosticato. Ma né il personale sanitario del Cara, né i successivi accertamenti specifici nelle strutture ospedaliere hanno condotto a una diagnosi. Ci sarà pure un motivo... Piuttosto è quantomeno curioso che Finanza o Digos si occupino di dermatiti».

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