Affreschi sconosciuti a Sibinia nella chiesa San Pietro di Sorbara

di Bruno Lubis BUIE Sulla direttrice dell’antica via Flavia, in epoca medievale sono sorte chiese che, oltre alla devozione, rispondevano anche al bisogno di difesa e di tappa per i viandanti d’allora...

di Bruno Lubis

BUIE

Sulla direttrice dell’antica via Flavia, in epoca medievale sono sorte chiese che, oltre alla devozione, rispondevano anche al bisogno di difesa e di tappa per i viandanti d’allora. Chiese costruite su un leggero dosso o su collina, a distanza più o meno di una giornata di cammino che, per gli uomini di quel tempo adusi alla fatica, si aggirava più o meno sui 20-25 chilometri.

Le chiese colà dislocate diventavano centri di poveri scambi commerciali, di passaggio di notizie. Dentro le mura che circondavano i Tabor (specie di rocca) si rifugiavano per il riposo i viaggiatori. A Cristoglie (Hrastovlje) capitò addirittura Giovanni da Castua, chiamato dai Neuhaus, i signorotti dei luoghi per affrescare le pareti interne della chiesetta. Il dipinto è del 1490 e resta celebre per la Danza Macabra, uno degli esempi più caratteristici della pietà tardomedievale.

Un coetaneo di Giovanni, Vincenzo da Castua, affresca le pareti della chiesetta della Madonna delle Lastre, a Vermo (Beram), nel centro dell’Istria, dove attorno all’anno Mille i conventi benedettini erano una delle poche oasi di vita.

Tra le due chiese, nascosta in mezzo a boschetti di roveri, sorge la chiesa dedicata a San Pietro di Sorbara. Il luogo era proprietà dei conti Rota, signori di Momiano e di Pirano, originari del Bergamasco, ma arrivati in Istria nel secolo XV. Vicino alla chiesetta, racconta Elvino Jurjevic, sorgeva anche un monastero che il tempo (e chi aveva bisogno di pietre già squadrate per farsi la casa) ha cancellato. La località è chiamata sempre Sibinia, nome originario della famiglia d’origine. All’interno, guidati da Elvino Jurjevic, dietro la pala moderna e Kitch dell’altare, si aprono alla vista affreschi di santi e angeli, profeti ed evangelisti (nella foto). I colori sono angelici e molto ben conservati, peccato che non si riesca a valorizzare il luogo, a un tiro di schioppo da Marussici, nel Comune di Buie.

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