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Assessori e consiglieri, è Consoli il Paperone del Municipio

L’avvocato con delega al Bilancio in vetta alla classifica con 330.836 euro dichiarati per il 2010 Dalla maggioranza un’unica dichiarazione non pervenuta, dall’opposizione ne mancano sette

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Le amministrazioni passano e cambiano colore politico. Ma, nonostante ciò e dopo l’avvicendamento elettorale fra centrodestra e centrosinistra, la palma di Paperone del Municipio finisce ancora all’assessore con delega al Bilancio. Se nell’ultima parte del Dipiazza-bis era stato infatti Giovanni Battista Ravidà a presentare il reddito più corposo fra gli amministratori allora in carica, nella “prima puntata” dell’era Cosolini tocca a Maurizio Consoli, di professione avvocato, attestarsi in vetta a questa speciale graduatoria con i 330.836 euro di reddito complessivo riferiti al 2010.

Il Comune, all’albo pretorio on line, ha infatti pubblicato la situazione reddituale 2010 di sindaco, assessori e consiglieri comunali. Non di tutti, però: in continuità con le scorse annate ad esempio, non c’è traccia infatti dell’ex sindaco Roberto Dipiazza, rappresentante della lista che porta il suo nome, e dell’ex assessore Paolo Rovis (Pdl), la cui documentazione non è stata presentata e quindi non appare nell’incartamento (o file se non lo si stampa) complessivo. Con loro, altri esponenti dell’opposizione: il berlusconiano “pentito” Roberto Antonione e i pidiellini convinti Everest Bertoli, Manuela Declich e Claudio Giacomelli, oltre al capogruppo di Un’Altra Trieste Franco Bandelli. Un solo caso nella maggioranza: si tratta di Fabio Petrossi del Pd, unico “non pervenuto”.

A parte Consoli, le cui entrate personali 2010 sono ovviamente derivanti dall’attività professionale autonoma esercitata in campo legale, fra i componenti della giunta ecco il sindaco Roberto Cosolini, con i suoi 82.271,67 euro relativi alla retribuzione per l’impiego di vertice alla Arteda srl, società di servizi che opera per la Cna, e altri 813 di rendita catastale da immobile di proprietà. Seguono l’informatore scientifico Emiliano Edera, che sfonda la barriera dei 70mila, il docente Fabio Omero (oltre i 65mila) e via via gli altri effettivi dell’esecutivo, fino al broker assicurativo Andrea Mariani. Quest’ultimo dichiara per il 2010 una cifra, zero euro, che spiega a voce così: «Nelle mie due società (una è la Enter shoes di cui detiene il 95%, l’altra la unipersonale Alef srl della quale per definizione ha appunto il 100%, ndr) si sono registrate compensazioni fra passività e attivo, quindi il realizzo dell’anno è stato zero. Per questo il reddito risulta tale, considerato anche che i conti fra le società si compensano fra un anno e l’altro».

Dalla giunta al Consiglio comunale, posto che degli attuali componenti dell’assemblea municipale nel 2010 solo gli uscenti e rieletti alle amministrative del maggio scorso avevano potuto contare su introiti derivanti dal gettone giornaliero di presenza (104 euro lordi) alle sedute di Consiglio o commissione, a completamento del proprio reddito. È il caso dei “democratici” Alessandro Carmi, Maria Grazia Cogliati Dezza, Mario Ravalico, Igor Svab e Stefano Ukmar, di Marino Andolina e Iztok Furlanic della Federazione della Sinistra, e dell’ex illyano Roberto Decarli divenuto punto di riferimento della civica Trieste cambia. Come pure, nelle forze di centrodestra, di Everest Bertoli, Piero Camber e Manuela Declich del Pdl e del leghista Maurizio Ferrara.

All’opposizione da consiglieri oggi, nel 2010 avevano goduto dell’indennità da assessore (pari a duemila euro lordi mensili, maggiorati del 50% nel caso in cui l’assessore sia lavoratore in aspettativa o autonomo) Paolo Rovis, Claudio Giacomelli (entrambi Pdl) e il “finiano” Michele Lobianco (Fli), mentre Roberto Dipiazza di quella da sindaco (cioè 6mila euro lordi al mese). Nel 2010 erano consiglieri anche gli attuali assessori Fabio Omero, espressione del Partito democratico, ed Emiliano Edera, all’epoca con la lista Rovis - Autonomia e Giustizia e presentatosi alle ultime elezioni invece con l’Italia dei valori. Anche per loro, ovviamente, i 104 euro lordi del gettone giornaliero di presenza.

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