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«La vignetta? Me l’ha mangiata il cane»

In un libro le scuse più assurde degli automobilisti italiani beccati in Austria senza aver pagato

1 minuto di lettura

di Marco Di Blas

KLAGENFURT

In Austria le autostrade sono a pagamento, ma non hanno caselli di controllo in entrata e in uscita. Il pedaggio si paga acquistando un adesivo come in Slovenia (la cosiddetta “Vignette”) che si applica al parabrezza e con cui si può percorrere a piacimento l’intera rete autostradale per un determinato numero di giorni (minimo 10, massimo un anno). I controlli non sono frequenti, ma chi viene colto in viaggio senza l’adesivo sul parabrezza deve pagare seduta stante una multa di 120 euro. Nonostante la probabilità di farla franca, i “portoghesi” delle autostrade austriache non sono molti. «Il 98% degli utenti – fa sapere Ingrid Partl, addetta alle relazioni esterne di Asfinag, la società che gestisce autostrade e superstrade in Austria – sono in regola con il pedaggio». Il restante “non in regola” è composto per la metà da austriaci e per l’altra metà da stranieri. Tra questi, gli italiani, che però non costituiscono la maggioranza dei trasgressori. «Quando vengono colti in fallo senza l’adesivo del pedaggio – spiega la Partl – si dimostrano molto creativi nell’accampare scuse». Così “creativi” che l’Asfinag ha pensato fosse interessante raccogliere le giustificazioni messe a verbale dai controllori e pubblicarle in un libro. C’è chi dà la colpa al cane che avrebbe divorato la “Vignette”, chi ai bambini, responsabili di averla distrutta per gioco. I più tecnologici chiamano in causa il navigatore, che li avrebbe dirottati a loro insaputa in autostrada. Altri giurano di aver acquistato regolarmente la “Vignette”, ma questa poi si era persa nella borsa della moglie. Alcuni arrivano addirittura a sostenere: «Quest’auto non è mia». In testa alla lista delle giustificazioni sta però quella più banale: «Non sapevo che in Austria le autostrade fossero a pagamento». Il libro non lo dice, ma nessuna di queste argomentazioni è valsa a schivare la sanzione. I controllori sono inflessibili. Non sono poliziotti, come credono erroneamente molti automobilisti italiani, ma addetti alla vigilanza privati alle dipendenze di Asfinag. L’intervento della polizia è richiesto soltanto se gli automobilisti si rifiutano di pagare. Lo scorso anno i “portoghesi” dell’autostrada pescati dai controllori di Asfinag sono stati circa 90.000 (esclusi quelli sanzionati dalla polizia), 16.000 più dell’anno prima. Non perché la trasgressione sia aumentata, ma perché ai controlli a campione fatti personalmente dai vigilanti se ne sono aggiunti altri con videocamere digitali mobili, collocate in postazioni diverse, che “identificano” le Vignette sul parabrezza delle auto in transito. Dal 1°gennaio scattano le nuove tariffe. Per auto e veicoli fino a 3,5 tonnellate saranno di 8 euro per 10 giorni, di 23,40 per due mesi e di 77,80 per tutto l’anno (per le moto rispettivamente di 4,60, 11,70 e 31,00).

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