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Redditi e proprietà: ammoniti Dipiazza, Antonione e Mariani

Trieste. Il richiamo partito dal presidente del Consiglio comunale Furlanic: non hanno presentato tutti i documenti sui loro beni come vuole la legge. Ma sono in compagnia di altri tredici

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TRIESTE. Avevano dei compiti per casa da svolgere. Il fatto è che non li hanno mai consegnati, questi compiti. Così, alla fine, “prof” Furlanic ha messo loro una nota sul registro. Sono 15 infatti i consiglieri comunali (tra cui l’ex sindaco Roberto Dipiazza) più un assessore di Cosolini (il delegato alla cultura Andrea Mariani) che hanno subito lunedì un richiamo ufficiale del presidente dell’aula di piazza Unità, il giovane rifondatore Iztok Furlanic, per l’appunto.

Motivo? Il non aver presentato in tempo alla segreteria dello stesso Furlanic - chi interamente e chi solo in parte - i documenti attestanti gli averi personali: ultima dichiarazione dei redditi, elenco patrimoniale e delle proprietà, eventuali spese elettorali. Tutte carte da rendere note all’universo mondo in ossequio a due leggi, la prima del 1982 e la seconda del ’93, che avevano introdotto il principio della trasparenza dovuta al cittadino-elettore da parte dei titolari di cariche elettive e nomine amministrative negli enti locali.

Per carità, i 16 «ancora inadempienti» - come li ha definiti Furlanic nel gergo previsto dal regolamento del Consiglio comunale che si richiama proprio a queste due leggi - non rischiano espulsioni né, tanto meno, bocciature. Le punizioni non si spingono oltre. Basta evidentemente, secondo le regole attuali, proprio quella nota sul registro. Che poi però, proprio indolore non è, visto che la lista “nera”, essendo parte di un verbale ufficiale dell’aula di piazza Unità, è già finita all’albo pretorio on-line del Comune, e dunque in pasto alla stessa opinione pubblica.

Gli «inadempienti» totali, recita il verbale, sono nove: l’assessore Mariani più otto consiglieri. E il già citato Dipiazza - cui i maliziosi affibbiano il titolo di “inadempiente impenitente”, essendo arrivato al quarto anno consecutivo di mancata presentazione dei documenti - non è il solo pezzo grosso: con lui, in tale lista, spuntano infatti due candidati sindaco del maggio scorso, Roberto Antonione e Franco Bandelli, e gli ex assessori Paolo Rovis e Claudio Giacomelli, mentre su sponda centrosinistra ecco i nomi dei democrats Marco Toncelli e Fabio Petrossi e dello storico sindacalista Marino Sossi.

Altri sette loro colleghi, infine, risultano essere inadempienti più o meno “gravi”, ma quanto meno non totali, in quanto Furlanic li richiama per una serie di dimenticanze parziali: si va dai pidiellini Everest Bertoli e Manuela Declich «limitatamente alla dichiarazione dei redditi e della situazione patrimoniale» ad Alessia Rosolen che non ha depositato «situazione patrimoniale e spese elettorali», passando per i casi un po’ più light della “democratica” Loredana Lepore (le manca la «dichiarazione dei redditi»), di Carlo Grilli e dei leghisti Maurizio Ferrara e Roberto De Gioia (accomunati invece da un’omessa «dichiarazione della situazione patrimoniale»).

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