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Redditometro in agguato: barche “in svendita”

Imbarcazioni sul mercato a prezzi stracciati per paura dei controlli del Fisco. L’allarme lanciato alla mostra nautica dell’usato di Aprilia Marittima

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APRILIA MARITTIMA. Altro che la crisi, è lo spettro del redditometro (o meglio “spesometro”) in mano all’Agenzia delle entrate che sta seminando il terrore tra darsene e moli, e gli appassionati delle barche, soprattutto i pensionati, sono in fuga. Vogliono liberarsi dell’imbarcazione, anche di basso valore, a tutti i costi: le hanno messe in vendita a prezzi minimi e il mercato, già in difficoltà, è crollato. «Hanno paura dell’asso nella manica della finanziaria - si lamenta il direttore dei cantieri di Aprilia, Davide Muser - dicono che chi ha la barca non prenderà più la pensione. C’è gente che ha paura di finire sotto il controllo della Finanza come evasore e butta letteralmente via la barca per non avere problemi. Il momento è già difficile, sarebbe ora che qualcuno ci dia lumi su cosa sta accadendo».

È un grido di allarme quello che giunge da Nautilia, la mostra nautica dell’usato di Aprilia Marittima, aperta sino al 1° novembre con orario 9-18: una manifestazione che in barba alla situazione drammatica (il settore è al suo minimo storico) ha raggiunto la 24ma edizione e sta cercando di contrastare la bufera. Oltre 250 comunque le barche presenti, i grandi marchi, quelli più prestigiosi come Azimut, Ferretti, Beneteau, Absolute Fairline, Hanse, Cranchi, Camuffo, Gobbi, Rio ci sono tutti anche quest’anno. «Sono rimasti in stand-by fino all’ultima settimana - racconta Muser - si sono iscritti con un minimo numero di barche prima di confermare. Ma poi, anche se c’è sfiducia, sono venuti lo stesso». Tanti i broker presenti, ci sono anche delle novità e delle chicche come il grande catamarano della Catana e pure uno yacht da 75 piedi della Azimut da un milione di euro. Non c’è solo il tempo a fare le bizze durante le giornate di apertura della grande kermesse dell’usato che resterà aperta sino al primo di novembre, è la sfiducia legata alla crisi che sta colpendo durissimo il settore, a farla da padrona nell’edizione di quest’anno. Mai come stavolta in una situazione di tante ombre e poche luci. A sottolinearlo anche la presenza del pubblico, numeroso, ma non la folla di un tempo.

Non poteva andare diversamente, la recessione ha colpito tra i primi questi costosi “giocattoli” del tempo libero, in particolare i motoscafi che hanno costi di gestione altissimi, e non sono rimaste indenni nemmeno la barche a vela per cui serve sempre l’ormeggio (manutenzioni a parte) dove si spendono dai 5 ai 7 mila euro l’anno. E anche stavolta Nautilia, è il secondo anno, ha aperto le porte non solo ai broker, ma anche ai privati che hanno registrato un 20% di presenze.

«Perchè paradossalmente, rispetto alla crisi, il movimento c’è - spiega Muser - molti appassionati vorrebbero cambiare la barca, acquistarne una nuova. Ma i cantieri e i broker non ritirano più gli usati e si sono dovuti attivare da soli per vendere». Ferme tutte le imbarcazioni dai 10 fino ai 12 metri, quelle del ceto medio impoverito dalla recessione e che faceva andare avanti il mercato. Meglio i natanti sotto i 10 metri (che non occorre registrare) o i gommoni con un range di spesa dai mille euro in su. Per i ricchi invece è tutto quasi come prima e il mercato prosegue. Ma c’è un altra luce, dopo tante ombre: quella dei prezzi delle barche. Mai così bassi. E chi ha i soldi, vuole acquistare e non ha timori, deve comprare adesso. È il momento delle occasioni d’oro.

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