Sopprimere la Provincia? «Impossibile»

Previsto un iter tortuoso che sfocia nel referendum. Romoli: «Scampato pericolo per Gorizia. Ne parlerò con Tondo»

di Francesco Fain

Sopprimere le Province di Gorizia e di Trieste? «Un’operazione tecnicamente impossibile». O meglio: al limite, è anche possibile ma al prezzo di un iter gigantesco che dovrebbe essere coronato addirittura da un referendum.

Il sindaco Ettore Romoli rilancia. La Regione, non solo non è obbligata (in quanto a Statuto speciale) ad eliminare le Province e i Comuni che non raggiungono un certo numero di abitanti, ma se proprio volesse farlo, oltre a prendersi la responsabilità politica (con ovvie ripercussioni elettorali), andrebbe a... sbattere contro il suo Statuto: l’iter, come detto, è assolutamente tortuoso e, peraltro, è già stato sperimentato, al contrario, per l’istituzione della provincia della Carnia. «Mi sembra che quella che sarebbe stata la peggiore sciagura per il nostro territorio sia definitivamente scongiurata - spiega il primo cittadino - in quanto lo Stato ha rinunciato a chiedere alla Regione la soppressione della Provincia. Non solo. La giunta Tondo non può nemmeno procedere con il taglio perché la soppressione è stabilita ai sensi dell’articolo 8 del decreto legislativo 2 gennaio 1997: l’iniziativa è dei Comuni, sentite le popolazioni interessate, mediante il referendum consultivo».

Pertanto, la procedura inizia quando ad avviarla è uno o più sindaci dei Comuni appartenenti all’ambito territoriale interessato alla variazione territoriale. «A tal fine - spiega ancora Romoli - gli eventuali “sindaci promotori” devono presentare al presidente del Consiglio regionale un documento di intenti sulla soppressione con la sottoscrizione di tanti primi cittadini che rappresentino “la maggioranza della popolazione residente nell’ambito territoriale”».

Non è tutto. Entrano poi in gioco i Consigli comunali che «sono chiamati a deliberare favorevolmente e a maggioranza assoluta il documento relativo al taglio della Provincia». Dulcis in fundo, scatta il referendum. «Ecco perché ritengo sia tecnicamente impossibile, visto l’iter a dir poco tortuoso e complicato, sopprimere le Province di Trieste e di Udine. Chiaramente, sarà mia cura parlarne con il presidente della Regione Renzo Tondo anche se credo che gli uffici legislativi regionali l’abbiano già messo a conoscenza della situazione. Vero è anche che il periodo agostano non è certamente favorevole agli approfondimenti legislativi».

Ci sarebbe, in verità, ancora una possibilità: modificare lo Statuto regionale. «Ma è una legge costituzionale - conclude Romoli - e anche in questo caso l’iter di modifica non è assolutamente semplice nè banale».

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