In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Sclerosi multipla, la sperimentazione si può fare

Non sanno più a quale porta bussare. Sono i malati che si aggrappano alle sperimentazioni, disponibili a sperimentare su se stessi. Succede a Trieste per le cellule staminali

1 minuto di lettura

TRIESTE

Non sanno più a quale porta bussare. Sono i malati che si aggrappano alle sperimentazioni, disponibili a sperimentare su se stessi. Succede a Trieste per le cellule staminali. E sull’onda di un forte movimento nazionale e non solo, anche per la sclerosi multipla.

Questi malati sperano nella scoperta (non validata) del medico Paolo Zamboni, secondo cui la malattia sarebbe indotta da un restringimento venoso, risolvendo il quale si potrebbero frenare gli esiti del male. Dopo che la Regione ha dato l’assenso per un periodo di sperimentazione, anche a Cattinara, nei giorni scorsi su richiesta dei consiglieri Paolo Bassi dell’Idv, Stefano Beltrame del Pd, Marino Sossi di Sel e Paolo Menis di Cinque stelle, si è riunita sull’argomento la prima commissione comunale, guidata da Maria Grazia Cogliati, medico e consigliere Pd.

In aula oltre a una rappresentanza di malati c’erano Fabio Pozzi Mucelli, responsabile di Angiografia al Dipartimento di Radiologia di Cattinara; Claudio Pandullo, presidente dell’Ordine dei medici; Alessandro Rasman, del gruppo Ccsvi nella sclerosi multipla; la vicepresidente nazionale della stessa associazione, Silvia Chinellato. La richiesta: che la sperimentazione continui nel servizio pubblico «perché il trattamento viene fatto altrimenti in privato, anche in Slovenia, dove costa fino a 5000 euro». Le cure con farmaci hanno un costo per il servizio sanitario fino a 3000 euro all’anno. Pozzi Mucelli ha riferito che 12 su 14 operati di angioplastica hanno tratto a Trieste un giovamento. Lo stesso Pandullo, citando codice deontologico e normative, ha affermato che la cura si potrebbe somministrare. Cogliati: «La legge consente la sperimentazione sotto la responsabilità del singolo medico».

Afferma Rasman: «I malati sono sconfortati, l’iter del ministero comporta attese di anni per avere risposta». La materia è stata rinviata a settembre, quando il consiglio comunale dovrebbe affrontare la questione. (g. z.)

I commenti dei lettori