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di Gabriella Ziani

Il vescovo Giampaolo Crepaldi ha fortemente ammonito i cattolici per aver appoggiato il «sì» al referendum sull’acqua, dando dell’ingenuo a chi così facendo (questa la tesi più forte) avrebbe votato non già per salvaguardare un bene collettivo dalle privatizzazioni ma unicamente per partiti favorevoli a tesi contrarie a quelle della Chiesa (divorzio, aborto). I politici cattolici di fronte al lungo articolo firmato dal vescovo di Trieste sul settimanale diocesano «Vita nuova» rispettano l’autorevolezza ma non manifestano appoggio a queste tesi.

«Non è in discussione che la Chiesa si sia schierata - afferma Francesco Russo, segretario Pd -, ma a me sembra un fatto positivo. Anche chi ha un ruolo ecclesiastico come cittadino ha diritto di esprimere le proprie opinioni, non è un’intrusione della democrazia. Ci sono dei tipici casi in cui, per la tecnicalità dell’argomento, è necessario che anche la Chiesa dia ai laici la responsabilità, come dice la stessa dottrina sociale della Chiesa, di “trafficare con le cose del mondo”, e il discernimento dei laici va rispettato, hanno il pieno diritto di esprimersi secondo le specifiche competenze».

«Molti vescovi e sacerdoti e uomini di Chiesa si sono espressi a favore delle tesi del referendum, ma è legittimo che qualcuno la pensi in modo diverso». Così Ettore Rosato, parlamentare Pd, che di fronte all’accusa di «ingenuità» e scarsa comprensione dei fatti e dei contesti espressa dal vescovo, che ha anche bacchettato i cattolici per aver scambiato la politica con il Vangelo, e «l’Italia con l’Africa», prosegue: «La maggior parte ha votato con grande consapevolezza, ci sono principi che non riguardano la sussidiarietà citata dal vescovo, ma il diritto di considerare prioritari i temi della salvaguardia dell’ambiente e della giustizia, oggetto di referendum. Proprio perché la Chiesa difende la legittimità di esprimere le proprie valutazioni su temi di portata sociale, non si può aspettare solo consenso. Legittimo dire, legittimo non essere d’accordo. In questo caso i cattolici hanno ben capito - conclude Rosato - che salvaguardare un elemento naturale è importante sia per la natura e sia per l’umanità, tanto in Italia quanto nei paesi in via di sviluppo».

Per il segretario regionale Udc Edoardo Sasco «l’opinione del vescovo va rispettata come tale, però va anche rispettato il giudizio che i cittadini hanno dato votando. Strumentalizzazione? Io non la vedo - dice -, se il vescovo fa appello a “valori non negoziabili”, sono tali anche per me, ma se il tema è l’acqua, lo trovo un po’ forzato».

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