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Crisi: Trieste resiste, redditi in aumento

Il raffronto fra i dati del 2008 e del 2009 mostra che a Trieste il morso della crisi è risultato meno stringente che altrove. Aumenta anche il numero dei contribuenti, sono 228 in più

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Redditi e contribuenti: il raffronto fra i dati complessivi del 2008 e del 2009 conferma che a Trieste il morso della crisi è risultato meno stringente che altrove. Certo, i casi singoli di difficoltà non sono mancati e non mancano a tutt'oggi, ma il confronto globale tra i numeri relativi al Comune di Trieste dice due cose in modo chiaro.

I dati chiave La prima è che il reddito imponibile ai fini dell'addizionale all'Irpef mostra un saldo attivo di oltre 48 milioni di euro. La seconda certifica un aumento complessivo del totale dei contribuenti, saliti di 228 unità nell'anno d'imposta 2009 rispetto al 2008: sono passati cioè da 132.887 a 133.115. Da considerare nell'ambito di un'analisi generale, nell'impossibilità di prendere in considerazione i casi specifici all'interno del macroquadro composto dal Ministero dell'Economia e delle finanze che ovviamente non svela informazioni su ogni singolo contribuente nel rispetto della privacy, i dati sulla mortalità che nel 2009 nel territorio municipale avevano contato 3.043 decessi e quelli sul saldo migratorio attestatosi nello stesso anno a +1.855 (4.300 gli immigrati e 2.445 gli emigrati). Redditi e popolazione Quel 133.115 complessivo, su un totale della popolazione residente nel territorio comunale che al 31 dicembre di due anni fa era pari a 208.781, in termini di percentuale significa 63,75%.

Attenzione, però, perché il numero di contribuenti sarebbe ancora più alto sottraendo almeno tutti quei bambini e ragazzi che ovviamente, per questioni anagrafiche, non producono reddito. «È estremamente positivo - osserva l'assessore comunale alle Risorse economiche e finanziarie Giovanni Battista Ravidà - l'aumento del numero dei soggetti che generano reddito, anche a fronte dei morti. Ciò significa che a Trieste è stato possibile determinare le condizioni per trovare nuova redditività, anche occupazionali. Sicuramente qui la crisi si è sentita meno rispetto ad altre zone del Paese, per le caratteristiche del tessuto economico locale basato sul settore pubblico, su servizi come quelli bancari e assicurativi, e sui pensionati».

Il salto complessivo A distanza di dodici mesi, dunque, il reddito imponibile ai fini Irpef è passato da 3.227.399.617 a 3.275.429.427 euro, con un salto da 48 milioni 29mila 810 euro. «Non mi aspettavo questo incremento - ammette Ravidà -. Vedevo un andamento stazionario. Alla luce di tali dati, infatti, la stima delle entrate da addizionale Irpef per i redditi 2010 è stata, comunque prudenzialmente, spinta nel bilancio del Comune da 23 a 24,7 milioni di euro». Quanto all'analisi sulle "classi di reddito", si registra un calo generale del totale accumulato in quelle dai 7.500 ai 26mila euro. L'aumento c'è invece per le fasce dai 26mila in su (a parte quella dei 1.775 contribuenti da oltre 100mila euro che fa segnare un calo di più di due milioni).

L'analisi «Confrontandomi con alcuni fiscalisti - aggiunge Ravidà -, ho avuto la conferma che si è avuto un incremento notevole per quanto riguarda le attività autonome legate a studi di settore». Il segno più è stato particolarmente pesante per la fascia di reddito fra i 26mila e i 33.500 euro: +40.565.526 euro. La maggior "frequenza" di contribuenti si è avuta, per il 2009, proprio fra i 10mila e i 33.500 euro: 20.876 (fascia 10-15mila euro), 26.477 (15-20mila), 28.480 (20-26mila) e 20.787 (26mila-33.500). E Ravidà riflette anche sull'aumento medio del reddito «di poco superiore ai 300 euro», passato da 24.286 a 24.606 euro a contribuente: «È un po' la media del pollo, però...». Nel senso che non per tutti, e comunque non in egual misura, la situazione può essere migliorata. Il sindaco «In un momento come questo - è la riflessione del sindaco Roberto Dipiazza -, con la crisi generale, prendiamo i numeri sul reddito come un dato positivo, pur senza trionfalismi. Ci saremmo attesi una situazione diversa, invece a Trieste risultiamo in controtendenza rispetto ad altre città (ad esempio, agli altri capoluoghi di provincia della regione, come riferiamo nell'articolo qui sotto, ndr). Questa è una buona notizia, non può fare che piacere».

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