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Carnevale di Muggia, notte folle: 50 finiscono all'ospedale

Giovani, molti dei quali minorenni, ricoverati a Cattinara o al Maggiore in coma etilico o con traumi alla faccia e alla testa dopo alcune risse. Una ragazza ha perso tutti i denti dell'arcata superiore

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Ubriachi, pesti, doloranti, insanguinati. Nella notte tra sabato e ieri una cinquantina di giovani, molti dei quali minorenni, si sono presentati in queste condizioni negli ospedali cittadini. Ventitrè al Pronto Soccorso di Cattinara, una dozzina all'Ospedale Maggiore, altri sette al Burlo Garofolo di cui una ricoverata. Un numero forse ancora più consistente non è ricorso ai medici e ha preferito "leccarsi le ferite" e smaltire la bevuta in famiglia. «Non mi sono mai trovato di fronte a una simile situazione. Ragazzi e ragazze che non si reggevano in piedi, che vomitavano» ha affermato un medico che per tutta la notte ha tenuto sotto controllo assieme ai colleghi chi aveva bevuto a dismisura, chi si era azzuffato, presi a pugni e calci in una delle ultime notti di Carnevale. Doveva essere una festa all'insegna del divertimento, della gioia, della trasgressione. Invece non si contano i traumi cranici, le avulsioni traumatiche di denti, i coma etilici, le ferite al volto. L'epicentro della notte-brava è stato nuovamente rappresentato dall'area del Comune di Muggia da cui gran parte dei feriti ha dichiarato di provenire. Dunque l'attenta opera di filtraggio effettuata all'ingresso della cittadina, non ha ottenuto l'effetto deflattivo sperato dalle autorità che hanno cercato in ogni modo di limitare quanto sta accadendo da anni a margine del Carnevale. Molte bottiglie sono state sequestrate dai vigili urbani e dai poliziotti a giovani "in entrata" a Muggia. Sulle auto e sui mezzi pubblici. Un "filtro" attento, organizzato, disposto bene sulle strade. Ma chi ha voluto comunque ubriacarsi ha evidentemente trovato altre fonti di approvvigionamento alcolico. O ha scelto per "festeggiare" locali posti al di fuori dell'area tenuta sotto stretto controllo. Come accade spesso negli stadi, l'opera di selezione anticipata, non azzera le manifestazioni non volute. Sulle gradinate filtrano comunque razzi e striscioni, a Carnevale sembra impossibile bloccare l'uso indiscriminato dell'alcol. Specie tra i minorenni. Non si conta il numero di coloro che sono stati trattenuti per ore all'ospedale per tassi alcolici al limite del coma etilico: a un ragazzo di 21 anni è stato misurato un livello di 2,9 grammi di alcol per litro di sangue. Un altro caso record è rappresentato da un "nonno" del 1931, assistito a Cattinara perché non si reggeva in piedi. Tasso alcolico 2,9. Il record assoluto è di un ventinovenne con 3,8. Si potrebbe continuare a lungo ma solo in pochi casi all'ubriachezza non si sono associati altri guai: molti giovani sono stati curati per traumi cranico-facciali. I medici hanno "letto" questi traumi come i segni di scazzottate e scontri a mani nude e piedi calzati. Secondo i medici gli ubriachi si sono picchiati, presi a pugni e calci. Tra i feriti una ragazza che ha perso tutti i denti dell'arcata superiore. Avulsi non si sa come, perché lei non ricorda nulla. Forse è caduta dopo essere stata spinta, forse ha ricevuto un terribile colpo alla bocca. Un pugno, un calcio. Una decina di ubriachi è stata trattenuta «in osservazione» nel Pronto soccorso fino a ieri all'ora di pranzo. Uno degli ubriachi, al contrario, appena è riuscito a reggersi in piedi, ha voluto essere dimesso e ha firmato la liberatoria". Era mezzogiorno e non si sa dove si sia diretto. Muggia o casa? ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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