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Staminali, Andolina sotto tiro al Burlo

Il medico: "Inguaiato dall’ex direttore sanitario Canciani". Melato: "Aspettiamo le indagini"

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Marino Andolina 
TRIESTE. Staminali e Burlo. È un intreccio che potrebbe costare molto caro a Marino Andolina. Sul dirigente medico di primo livello dell’Irccs pesano una serie di indagini della magistratura, come lui stesso ammette. In ballo il trattamento di pazienti, vero o presunto, e soprattutto l’inchiesta del magistrato di Torino Raffaele Guariniello sul ”caso Stamina”. Solo che adesso - dopo i procedimenti interni disposti su Andolina dalla precedente gestione del Burlo, quella guidata dal direttore generale Mauro Delendi - è il nuovo corso dell’ospedale infantile a dover affrontare di petto la questione.

«La mia situazione giudiziaria è stata appesantita da alcune dichiarazioni rese ai Nas dall’ex direttore sanitario del Burlo Giampaolo Canciani (oggi passato con lo stesso incarico all’ospedale di Cattinara, ndr)», sostiene Andolina. E non si ferma qui: «Non è un caso che dopo aver letto le dichiarazioni furvianti di Canciani - aggiunge - i rapporti con il direttore generale Mauro Melato si siano per così dire raffreddati...».

Davanti ai ”problemi giudiziari” sulle terapie di Andolina, insomma, in via dell’Istria si pensa a ”tutelare” l’immagine e il buon nome dell’ospedale infantile. «La posizione del Burlo? È quella di affrontare l’impiego delle staminali secondo i più moderni dettami della ricerca e della scienza - spiega Melato - e quindi, anche con il supporto del direttore scientifico Giorgio Zauli, stiamo implementando questo settore». E Andolina? «Le valutazioni in merito al suo operato saranno prese anche alla luce delle risultanze delle indagini - dice il dg del Burlo - in atto da parte della procura della Repubblica di Torino e dei procedimenti giudiziari relativi ad altri pazienti da lui trattati».

Proprio oggi a Venezia il tribunale dovrebbe fare chiarezza sull’iter seguito e le cure alle quali sottoporre una bambina, come richiesto dai genitori, che vede l’Irccs Burlo Garofolo disposto al ricovero seguito dal direttore del dipartimento Alessandro Ventura.

Ma cosa viene imputato a Marino Andolina? Terapie con cellule staminali fuori dal protocollo, senza seguire le regole. Accuse che il medico respinge. «Ho avuto un primo avviso di garanzia lo scorso Natale e da lì sono iniziati i problemi. Una vicenda chiusa sulla quale qualcuno ci aveva marciato - sostiene - ma adesso sono a conoscenza di altre tre indagini per pazienti che non ho mai conosciuto». L’indagine più grossa riguarda però il progetto ”Stamina”, finito nel mirino del pm Guariniello, che Andolina sposa senza tornare indietro: «Mi riconosco in ”Stamina” perché rientra nella direttiva europea. In questa terapia che io ho attuato non si coltivano le cellule, come chiede Aifa e Ministero, quindi sono piuttosto sereno. Peccato che nei verbali dei Nas sia stato messo in cattiva luce dall’ex direttore sanitario del Burlo».

«Sono dichiarazioni che ho reso durante le indagini condotte dai Nas, non capisco cosa voglia dire Andolina», replica Giampaolo Canciani. E aggiunge: «All’epoca avevamo anche valutato, assieme al Comitato di bioetica, un percorso preciso da seguire, per intenderci la strada del San Gerardo di Monza». In Italia, infatti, solo alcuni centri sono autorizzati dal ministero della Salute e possono prelevare e mantenere in coltura cellule staminali.

Magistrati e avvocati a parte, Andolina adesso prepara le controdeduzioni: sventolando fra le altre cose una lettera del novembre 2009 firmata da Franco Zigrino, all’epoca dg dell’Azienda ospedaliera, e indirizzata al coordinatore del dipartimento interaziendale ”Trapianti” in cui si complimenta per «l’ottimo livello di collaborazione raggiunto tra Burlo e Ospedale riuniti, nonché per i risultati ottenuti». Andolina andrà in pensione nel 2012, ma per sua stessa ammissione «non vedo - dice - un gran futuro per me a Trieste».


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