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Staminali, al Burlo la "sala operativa" nazionale

Il direttore scientifico del Burlo Garofolo Giorgio Zauli illustra l’ambizioso obiettivo: "Il nostro istituto si occuperà dei dosaggi e degli studi preclinici"

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Ospedale Burlo 
TRIESTE. Diventare il “cervello nazionale” per l’uso delle cellule staminali nella cura delle malattie genetiche. Acquisire cioè, per competenza e professionalità, il ruolo di struttura di riferimento in Italia per gli studi preclinici in materia. Una nuova sfida quella lanciata dal Burlo e anche il primo progetto dell’era Zauli alla direzione scientifica dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico materno-infantile di Trieste.

ZAULI È proprio il direttore scientifico del Burlo Garofolo a illustrare l’ambizioso obiettivo. «In questo caso studi preclinici significa - afferma Giorgio Zauli -, semplificando, riuscire a rispondere alla domanda: “qual è la dose ottimale di staminali mesenchimali per quella determinata patologia?”». L’input per le terapie, insomma, partirebbe da Trieste, regia per i colleghi del resto del Paese. Un sentiero che lo staff del Burlo sta già battendo: «Stiamo intraprendendo lo sviluppo - prosegue Zauli - di un’attività di ricerca di nicchia, rappresentata appunto da studi preclinici sulle cellule staminali mesenchimali, che ne validino le caratteristiche ottimali per il successivo uso clinico. In Italia, per il momento, si impiegano infatti dei protocolli standardizzati. Abbiamo già avviato anche i contatti con l’Agenzia italiana del farmaco».

IL QUADRO L’aspetto preclinico della questione staminali potrebbe rappresentare ora come ora l’abito da indossare più facilmente per l’Irccs di via dell’Istria, contando che «purtroppo né il Burlo né altre istituzioni scientifiche o sanitarie triestine - prosegue Zauli - sono dotate di “camere bianche o cell factories”, cioè strutture atte ad espandere in laboratorio cellule a scopo terapeutico. Momentaneamente, questa attività è svolta in collaborazione con l’ospedale San Gerardo di Monza e in prospettiva intendiamo sviluppare sinergie con il Cro di Aviano, che si sta dotando di tali strutture per la terapia cellulare».

L’ISTITUTO
Il tipo di studi cui Zauli fa riferimento rientra nell’ambito della ricerca traslazionale, ovvero quell’attività che mira ad avere rapide ricadute applicative sulla salute dei pazienti. E che al Burlo «è già ora di buon livello - sottolinea il direttore scientifico - con punte di assoluta eccellenza quali la Clinica pediatrica diretta dal professor Sandro Ventura e la Genetica medica con a capo il professor Paolo Gasparini». Fra le attività di punta dell’Irccs, Zauli cita «l’allergologia, lo studio delle malattie auto-immuni e quella legata al trapianto di midollo osseo e cellule staminali emopoietiche».

LE STAMINALI A proposito di staminali e dell’eventualità futura di un Burlo pronto a diventare “cervello nazionale” sugli studi preclinici, Zauli ricorda anche la presenza all’istituto «di un gruppo di ricerca che ha recentemente sviluppato solide competenze nell’ambito delle cellule staminali mesenchimali, diverse da quelle emopoietiche, con interessanti prospettive applicative nel campo delle patologie auto-immuni e forse anche in alcune malattie rare». Proprio per potenziare il settore, lo stesso Zauli ha nominato nel Comitato tecnico-scientifico dell’Irccs stesso un esperto internazionale quale Massimo Dominici dell’Università di Modena.

SINERGIE Sul tavolo restano aperte due questioni: quella del reperimento dei finanziamenti anche per supportare questo primo progetto della gestione Zauli, alla luce peraltro di un budget in entrata da Roma ridotto e - sempre per volere ministeriale - maggiormente vincolato alla produzione di pubblicazioni, e il problema degli spazi. «Una delle criticità che sto affrontando», specifica a riguardo Zauli, a caccia dunque di aree dove sistemare «laboratori di ricerca e diagnostica avanzata». Proprio per questo, «stiamo prefigurando sinergie scientifiche e organizzative con l’Azienda ospedaliero universitaria», conclude. La direzione intrapresa porterebbe a una condivisione delle competenze professionali e, con esse, delle sofisticate strumentazioni disponibili.
Per domani, intanto, la commissione sanità della Regione ha in programma una visita proprio al Burlo Garofolo.

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