Trieste saluta il suo "americano" Il golfo ne accoglierà le ceneri

Il maestro Lelio Luttazzi

Sarà allestita oggi, nella sala del Consiglio comunale di Trieste, la camera ardente per rendere omaggio a Lelio Luttazzi, morto la scorsa notte nella sua casa a Trieste all’età di 87 anni. Alle 8 il feretro dall’abitazione di Piazza dell’Unità sarà portato in Municipio. La sala del Consiglio resterà aperta a partire dalle 9 e fino alle 12. Successivamente le esequie si svolgeranno in forma privata nel cimitero di Sant’Anna. In seguito il corpo sarà cremato e le ceneri disperse in mare

TRIESTE. Tornerà al mare che amava tanto, secondo le sue volontà, quasi a suggello di una delle sue canzoni preferite, ”Ritorno a Trieste”. Lelio Luttazzi, il re dello swing, l’americano di Trieste, l’artista che forse più di altri ha saputo trasmettere nel mondo della musica il carattere profondo della sua città - quell’indolente vitalità tipica di chi nasce e vive affacciato sul mare, l’anima fatalista di Oblomov (così aveva battezzato la sua barca) -, se n’è andato nel sonno ascoltando l’ultimo brano da lui composto, la ”Ninna nanna per Rossana”, dedicata alla sua inseparabile compagna.

Ci sono persone capaci di prendere ciò che la vita offre con disincatata determinazione, per il semplice motivo che sanno amare davvero la vita. Lelio Luttazzi era così. Lo era sin da bambino, quando don Crisman, il parroco di Prosecco, gli impartiva le prime lezioni di pianoforte. Poteva essere nient’altro che un’occupazione occasionale, diventerà una passione dominante. Luttazzi sarà ancora felicemente distaccato quando, e siamo nel 1943, viene notato durante un’esibizione al Rossetti da Ernesto Bonino, allora cantante sulla cresta dell’onda. Bonino gli chiede di compore una canzone per lui, Luttazzi esegue e spedisce senza crederci troppo. Un anno dopo Bonino la incide: è ”Il giovanotto matto”, che diventa subito un successo.

Comincia così, quasi per caso, sulla scia di un’attiva indolenza, la carriera di Luttazzi. E continua quando lui, tornato dalla guerra, scopre ”per caso” che i diritti Siae del ”Giovanotto” gli hanno fruttato 350mila lire. Ma guarda, pensa, si può guadagnare bene con la musica. Nel ’48 si trasferisce a Milano dove c’è un altro triestino, Teddy Reno, per il quale scrive ”Muleta mia”. Altro successo.
Pochi anni ancora, e Luttazzi è artista completo. Musicista, compositore, cantante, direttore d’orchestra, attore, presentatore televisivo e affascinante intrattenitore è protagonista della radio e della tv con programmi quali “Ieri e Oggi”, “Studio Uno”, “Il Paroliere”, ”Doppia coppia”. Dischi, colonne sonore, programmi radio e tv: l’elenco è lungo, anno dopo anno l’americano di Trieste scala il successo, pigramente ma inesorabilmente.

Finché, quando è all’apice della carriera, interviene il destino, sempre mutevole e capriccioso come il mare. Quasi per caso, un giorno di giugno del 1970 Lelio Luttazzi si ritrova rinchiuso in una misera cella di Regina Coeli, con l’accusa di detenzione e spaccio di stupefacenti, precipitato in una storia di droga costata l’arresto anche a Walter Chiari e Califano. Ne uscirà dopo 27 giorni di carcere completamente scagionato, ma segnato per sempre dalla gogna mediatica, un’ombra che non riuscirà mai più a scacciare del tutto. Aveva ragione Oblomov, il personaggio di Goncarov: perché darsi tanto da fare, perché lottare di fronte all’inspiegabile aggressività del reale?

Cominciano gli anni di un volontario esilio rotto solo nel nome dell’amicizia e della passione per la musica, con sporadiche apparizioni in tv. Poi, nel 2005, la Rai pubblica il Cd ”Lelio Luttazzi and Rai Orchestra 1954”, storiche registrazioni effettuate e trasmesse dalla radio. L’anno dopo, nell'ottobre 2006 è l’ospite d'onore della trasmissione di Fiorello Viva Radio2, che in quell'occasione va in onda contemporaneamente sia alla radio che alla televisione. È il suo ritorno in Rai 36 anni dopo l'arresto. Così, quasi per caso, per Luttazzi si riaccendono le luci della ribalta, fino alla trionfale partecipazione a Sanremo, con Arisa, l'anno scorso. Prima, però, la decisione di riavvicinarsi al suo mare. Perché è di nuovo il tempo di ”Ritorno a Trieste”.

Sarà allestita oggi, nella sala del Consiglio comunale di Trieste, la camera ardente per rendere omaggio a Lelio Luttazzi, morto la scorsa notte nella sua casa a Trieste all’età di 87 anni. Alle 8 il feretro dall’abitazione di Piazza dell’Unità sarà portato in Municipio. La sala del Consiglio resterà aperta a partire dalle 9 e fino alle 12. Successivamente le esequie si svolgeranno in forma privata nel cimitero di Sant’Anna. In seguito il corpo sarà cremato e le ceneri disperse in mare.




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