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Generali, Bernheim pensa a Banca Leonardo

Giunto a conclusione il mandato alla presidenza di Assicurazioni Generali, per Antoine Bernheim spunta subito l'ipotesi di un futuro incarico di prestigio in Banca Leonardo, dall'amico Gerardo Bragiotti

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Antoine Bernheim 
TRIESTE Nel giorno in cui spunta l'ipotesi di un futuro incarico di prestigio per Antoine Bernheim in Banca Leonardo dall'amico Gerardo Bragiotti, le scelte effettuate venerdì scorso per i nuovi vertici di Generali e Mediobanca arrivano alla prova dei mercati. Anche se devono ancora essere sistemati alcuni tasselli importanti nel mega-riassetto di poltrone della «galassia finanziaria del Nord» (la settimana finanziaria si preannuncia ricca di appuntamenti, con un possibile focus anche su Unicredit e il suo progetto di “Banca Unica”), già oggi la Borsa esprimerà il suo giudizio sui titoli delle società coinvolte nel complesso puzzle che da Piazzetta Cuccia arriva fino al Leone di Trieste.

Piazza Affari aveva già terminato le contrattazioni quando la scorsa settimana i terminali delle agenzie di stampa hanno battuto le prime notizie sul nuovo assetto dei vertici delle due società, con Cesare Geronzi nuovo presidente delle Generali e Renato Pagliaro al suo posto in Mediobanca. Il titolo della compagnia assicurativa aveva chiuso qualche minuto prima a quota 17,72 euro (-0,67% sul giorno precedente e -0,74 dall'inizio della settimana) e Mediobanca aveva finito gli scambi a 8,02 euro, stabile sul giorno precedente e in calo dello 0,98% rispetto alla settimana prima.

Oggi si capirà qual è il giudizio degli investitori. Per le due società i prossimi appuntamenti-snodo sono fissati per domani, quando è convocato il patto di sindacato di Mediobanca per formalizzare la designazione del nuovo presidente dell'istituto milanese in vista del passaggio di Geronzi a Trieste. Poi, sempre domani un nuovo comitato nomine di Piazzetta Cuccia indicherà l'elenco delle candidature da depositare in Generali in vista dell'assemblea del 24 aprile.

Spetterà quindi al nuovo Cda della compagnia triestina, che si riunirà subito dopo l'assemblea, fare le nomine e rinnovare le deleghe (altro appuntamento che avrà addosso gli occhi degli operatori). Nel frattempo, saranno definiti ulteriori dettagli,come il numero dei vicepresidenti (due o tre): Vincent Bollorè, Alberto Nagel (Ceo di Piazzetta Cuccia) mentre non è ancora sicura la vicepresidenza per l'attuale amministratore delegato delle Generali Giovanni Perissinotto.

Per il presidente uscente Bernheim rumors di mercato dell'ultima ora riportano che il banchiere francese potrebbe accettare un vecchio invito dell'a.d. di Banca Leonardo Gerardo Bragiotti a raggiungerlo all'investment bank (nel '98 Bernheim aiutò Bragiotti ad entrare in Lazard Italia dopo l'esperienza in Mediobanca). Fonti ben informate sui due banchieri riferiscono al Piccolo che è una possibilità che Bernheim potrebbe considerare anche se non c'è ancora nulla di concreto. Sul fronte UniCredit, infine, oggi pomeriggio, dopo un fine settimana di lavoro per il management con l'a.d. Alessandro Profumo che ha visto i suoi tre vice, Paolo Fiorentino, Roberto Nicastro e Sergio Ermotti, è in agenda il comitato strategico, dove riprenderà il confronto sulla riorganizzazione interna con i rappresentanti dei soci.

Per ora, la Borsa ha premiato l'istituto di Piazza Cordusio, che nell'ultima settimana ha messo a segno un +5,5% chiudendo a quota 2,245 euro. L'attenzione sul titolo UniCredit durerà, però, anche nei giorni successivi, perché un ulteriore incontro è già fissato per mercoledì 31 e, successivamente alla pausa pasquale, a ridosso del Cda straordinario del 13 aprile, si terrà ancora un altro comitato. Sul tavolo i nodi da sciogliere sono quelli sulla “Banca Unica”, il progetto di fusione nella holding delle controllate, dopo i dubbi delle Fondazioni, e sull'inserimento di un country manager per l'Italia.
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