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Accordo raggiunto: Geronziverso la presidenza di Generali

Si avvicina per Cesare Geronzi (nella foto) l’addio a Mediobanca e l’ascesa al vertice di Generali: il comitato nomine di Piazzetta Cuccia ha votato all’unanimità la lista per i vertici del Leone di Trieste. Alla vicepresidenza dovrebbe arrivare Vincent Bollorè, capofila dei soci stranieri in Mediobanca. La guida di Mediobanca andrà all’attuale dg, Renato Pagliaro

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Vincent Bollorè 
TRIESTE. Alle Generali inizia l’era di Cesare Geronzi, finisce la lunga stagione a Trieste di Antoine Bernheim. Alla presidenza di Mediobanca arriva Renato Pagliaro. Conferma sicura per i due amministratori delegati Giovanni Perissinotto e Sergio Balbinot per i quali si profila anzi un ”miglioramento” delle deleghe.

Il comitato nomine di Piazzetta Cuccia, in poco più di due ore, ha definito il puzzle della lista dei candidati al cda del Leone. Una riunione preceduta da un faccia a faccia al fotofinish fra Geronzi e l’amministratore delegato Alberto Nagel, che fino all’ultimo si è schierato per una presidenza all’amministratore delegato delle Generali, Giovanni Perissinotto.

Alla fine la candidatura forte di Geronzi ha prevalso in un alchimia di scelte che ha portato alla fine alla vera sorpresa: la designazione di Vincent Bollorè, il capo della cordata francese in Mediobanca, l’amico di sempre di Antoine Bernheim, a vicepresidente del Leone. Una sorpresa letta anche come una compensazione all’uscita di scena dell’ottuagenario banchiere francese al quale sarà proposta una presidenza onoraria. Ma non è detto che Bernheim (consigliere d’amministrazione dal 1973), disposto a guidare le Generali ben oltre i suoi 86 anni, accoglierà con entusiasmo l'invito.

Dal gran consulto di ieri non è uscito il nome di Fabrizio Palenzona, il vicepresidente di Unicredit, che sembrava puntare a Piazzetta Cuccia. «È fatta all’unanimità» ha annunciato Bollorè al termine di un comitato nomine preceduto da un fuoco di fila di scenari e candidature. Sembrava essersi delineata una situazione di perfetta parità tra il fronte pro-Geronzi (Tronchetti Provera) e quello contrario (Nagel, Rampl). Invece il nodo nomine, compresa l’incognita delle intenzioni reali dei soci francesi, si è sciolto in poco più di due ore. Martedì si riunirà il patto di sindacato della banca milanese, che dovrà designare il nuovo presidente in vista del passaggio di Geronzi a Trieste.

Lo stesso giorno sarà pronta la starting list del cda Generali, che sarà composto da 19 membri (tre posti saranno riservati alle minoranze) in vista dell’assemblea del 24 aprile. Spetterà poi al cda del Leone nominare Geronzi alla presidenza. Il nuovo board delle Generali sarà numeroso come quello uscente (niente soluzione ”light”): oltre a Nagel, confermati tutti i big bancari e industriali come Francesco Gaetano Caltagirone, Leonardo Del Vecchio, Lorenzo Pellicioli, Paolo Scaroni, Diego della Valle e Patricia Botin. Bollorè potrebbe prendere il posto di Galateri nel frattempo transitato da Mediobanca a Telecom. E naturalmente Geronzi prenderà il posto di Bernheim.

Una new entry annunciata sarà quella di Angelo Miglietta, segretario generale della fondazione Crt, in rappresentanza della newco Effeti (al terzo posto fra i soci del Leone), arrivata di recente nel capitale di Trieste e sostenuta dalla finanza veneta racchiusa in Ferak. In uscita ci sono, oltre ad Antoine Bernheim, l’attuale vicepresidente della compagnia Gabriele Galateri.
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