Sanità, Burlo a rischio declassamento Kosic rassicura: 'Non c'è alcun rischio'

L'entrata del Burlo

L'ospedale Burlo, dopo la protesta dei capi di dipartimento, espone i risultati della propria attività sul piano scientifico, e richiama la Regione al rispetto dei livelli di specializzazione. Il genetista Paolo Gasparini: "Il ministero ci ha tagliato i fondi"

TRIESTE. Mentre il ministero della Salute raccomanda alla Regione di non minare nel piano sociosanitario le dimensioni specialistiche di Burlo Garofolo e Cro di Aviano, mettendoli a rischio di perdere i requisiti di Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico che il ministero conserverebbe anche per interesse nazionale, il Burlo stesso - dopo la protesta dei capi di dipartimento - espone i risultati della propria attività sul piano scientifico, e richiama la Regione al rispetto dei livelli di specializzazione.

"In un anno abbiamo quasi raddoppiato le pubblicazioni - dice il direttore scientifico "supplente", il genetista Paolo Gasparini -, e l’indice internazionale di complessità, l'"impact factor", è salito a 1120 punti, anni fa era a 300, stiamo facendo ricerche per l’Organizzazione mondiale della sanità, per l’Unicef e per la Banca mondiale, abbiamo progetti con vari paesi dell’Est europeo, abbiamo aumentato del 15% i ricercatori anche se il ministero ci ha tagliato i fondi e ancora non ci ha distribuito nemmeno quanto i cittadini hanno dato con il 5 per mille nel 2007".

Nel 2008 il Burlo aveva ricevuto per la ricerca 3 milioni e 700 mila euro. Che sono diventati 2 milioni e 800 mila nel 2009. E che saranno solo 2 milioni quest’anno. "Ci dicono che soldi non ce ne sono. Ma con fondi esterni abbiamo recuperato 2 milioni - aggiunge Gasparini -, proprio per la ricerca, arrivano da Telethon, Airc, Aifa".

L’Aifa è l’Agenzia italiana del farmaco. E al Burlo ha commissionato indagini per la messa a punto di due farmaci oggi inesistenti (la pediatria non ha medicine create apposta per i bambini): una per due malattie rare del tratto gastrointestinale e un’altra sul trattamento del vomito in età pediatrica. In più il Burlo ha appena brevettato la tecnica per scoprire la predisposizione genetica alla sordità attraverso l’analisi dello spessore della pelle (scoperta dello stesso Gasparini col radiologo Pierpaolo Guastalla), ha avviato 16 nuovi progetti di ricerca e fatto domanda per altri 8 nell’ambito dei finanziamenti europei Italia-Slovenia.

Poiché la donazione del 5 per mille si è rivelata fruttuosa per l’istituto, "fino a coprire il 20% del finanziamento per la ricerca, il ministero - racconta Gasparini - ci ha tagliato esattamente quel 20%, solo che stiamo ancora aspettando gli incassi del 2007, non ne conosciamo nemmeno l’entità".

In questa situazione, e nonostante la riconferma a Irccs alla fine dello scorso anno dopo la verifica ministeriale, il Burlo vede nella scrittura del piano sanitario regionale l’anticamera di una possibile assimilazione dell’Irccs nell’Azienda ospedaliera, nota che il documento non specifica che agli Irccs regionali sono assegnate le funzioni complesse di riferimento regionale, e teme dunque che si sia messa in marcia una (non apertamente dichiarata) politica di ridimensionamento.

"Se non riconosco l’eccellenza delle cure, se replico in ogni centro della regione funzioni uguali, se non scrivo che agli Irccs sono demandate funzioni complesse, se non contengo le pulsioni locali e non metto al centro del ”network” materno-infantile un istituto specializzato come il Burlo - prosegue Gasparini - è chiaro che dimostro l’intenzione di far perdere autonomia e ruolo, e mettere quasi tutte le specialità sotto la regia dell’Azienda ospedaliera sembra un primo passo verso l’incorporazione".

"Non c'è alcuna volontà di intervenire sulle funzioni degli Irccs, Burlo Garofolo e Cro di Aviano" ha detto ieri l'assessore regionale alla Sanità, Vladimir Kosic, rispondendo in terza commissione regionale, dove si sta esaminando il piano sociosanitario a una domanda circa le osservazioni espresse dai ministeri per la salute e la ricerca, che hanno mandato ben due lettere chiedendo correttivi, e sottolineando che la Regione stessa si sta mettendo in contraddizione rispetto al dichiarato interesse di avere i due Irccs.

Kosic ha aggiunto: "Nessuna preoccupazione. Tipologie e numeri dei due Irccs saranno definiti successivamente all'approvazione del piano". Ma è proprio questo posticipare le decisioni rispetto al documento di programmazione che non convince gli interessati (e il ministero).

"Mi sembra che si torni indietro di 10 anni, vedo di nuovo localismi scatenati, penso che se anche un solo reparto del Burlo viene chiuso si chiude l’ospedale intero" tuona Paolo Perissutti, già primario oculista, vicecommissario dell’Istituto pediatrico e coautore del Piano materno-infantile per la Regione. "Fra poco - ironizza - a Trieste porteranno via anche piazza Unità, per spostarla a Faenza, naturalmente, ma a me pare che Trieste non riesca a capire l’importanza del Burlo Garofolo, degli interessi dei bambini, del ruolo nazionale e internazionale che ha questo ospedale, qui ogni città lotta per se stessa, solo Trieste non lotta per nessuno, la sanità resta (per tutti i partiti senza distinzione) un voto di scambio".

Intanto, mentre il direttore Mauro Delendi è informalmente ma pubblicamente informato che la Regione non gli rinnoverà l’incarico alla scadenza dei primi di aprile, avendo già speso il nome di Mauro Melato come successore, resta ancora un punto interrogativo sul prossimo direttore scientifico.

Gasparini, che attualmente fa le veci di Giorgio Tamburlini le cui dimissioni sono diventate effettive al 31 maggio 2009, non si aspettava un interim così lungo. «Non è normale che sia passato un tempo tanto lungo per la nomina del ministero». Si sa che la commissione valutatrice (della quale ha fatto parte, indicato dalla Regione, proprio lo stesso Melato) ha firmato i verbali: su quattro aspiranti ha indicato i tre idonei. La nomina spetta al ministero della Salute, che poi la manda in Regione per essere approvata, quindi il nome torna a Roma per la proclamazione effettiva.

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