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Eccezionale intervento al Burlo: bimba operata mentre è nell’utero

Pochi altri casi al mondo. La piccola era affetta da una grave malformazione, ora sta bene

2 minuti di lettura
L’hanno operata mentre era ancora nella pancia della mamma, la gravidanza era a sole 24 settimane. La diagnosi prenatale aveva segnalato una bruttissima malformazione, la spina bifida, una chiusura incompleta delle vertebre che causa fuoriuscita di midollo spinale. Solitamente le donne in questi casi abortiscono.

Invece questa neomamma, di origine trentina e residente in provincia di Udine, ha chiesto aiuto al Burlo Garofolo dove l’équipe guidata dal chirurgo Jurgen Schleef ha realizzato in collaborazione con un gruppo di chirurghi dell’ospedale Vill d’Hebron di Barcellona il primo intervento del genere in Italia, uno dei pochi portati a termine in tutto il mondo. Ed è riuscito. La notizia è stata data a sei mesi dall’evento: la piccola è a casa e sta bene, avrà poche (ma inevitabili) conseguenze dalla sua travagliata nascita. Si intravede una nuova frontiera della chirurgia.

«Abbiamo aperto la pancia della madre come per un taglio cesareo, estratto la bimba dall’utero, l’abbiamo operata, e poi rimessa in sede» spiega Schleef. Otto settimane più tardi un altro taglio cesareo l’ha fatta nascere. È stata per lungo tempo ricoverata al Burlo, le dimissioni risalgono appena a un mese fa. «Siamo stati molto prudenti - prosegue Schleef - anche prima di decidere, ne abbiamo discusso a lungo col comitato etico dell’ospedale, e abbiamo capito che sarebbe stato possibile ottenere un buon risultato».

Un’operazione così non era mai stata realizzata a Trieste. «Nel mondo - prosegue il chirurgo - non si conteranno più di 50 casi entrati nella letteratura scientifica, negli Stati Uniti si fanno queste operazioni solo da 3-4 anni». Data l’assoluta rarità dell’evento, il Burlo Garofolo ha sfruttato il contatto già in corso con i colleghi di Barcellona, altamente specializzati nella chirurgia fetale, e ha unito le forze. Gloria Pellizzo, che fa parte del gruppo di Schleef, è andata personalmente all’ospedale spagnolo per studiare il caso e avviare la collaborazione concreta.

«I casi sono così pochi - sottolinea il medico austriaco che da qualche anno guida la Chirurgia e urologia pediatrica dell’ospedale infantile - che è impossibile per qualunque chirurgo farsi la necessaria esperienza, quindi è indispensabile lavorare assieme tra centri ad alta specializzazione». La Chirurgia del Burlo è inserita in un circuito definito «Euro feto group» assieme a Lovanio, Londra e appunto Barcellona. Collaborazioni destinate a intensificarsi dopo questo riuscito primo evento.

«Di solito questi bambini con spina bifida - dice ancora Schleef - se vengono operati dopo la nascita conservano danni che non riusciamo più a correggere, una delle più sicure conseguenze è l’idrocefalo, una concentrazione di liquido nel cervello che richiede costante drenaggio: se in questo caso la bimba non avrà bisogno del drenaggio come pare, il successo sarà stato pieno, e comunque c’è una grande possibilità che possa camminare e la sua situazione neurologica è soddisfacente».

Tecnicamente operando nell’utero i chirurghi hanno agito sulla fuoriscuscita di midollo usando una «membrana biocompatibile». Ancora il chirurgo: «L’intervento è stato pertanto molto meno invasivo, più veloce, meno stressante per il bambino ma anche per la mamma».
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