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Rilevazione prezzi, Istat manda gli ispettori

Presunti errori dopo l’affidamento a Esatto. Per la prima volta l’indice mensile rischia di non usciredi Maddalena Rebecca

2 minuti di lettura
Per la prima volta da 25 anni a questa parte, a Trieste rischia di non uscire l’indice dei prezzi al consumo, il dato che fotografa l’andamento dell’inflazione in città. Tutta colpa di presunti errori e imprecisioni commessi durante la fase di rilevazione dei prezzi nel mese scorso. Rilevazione ora sul punto di essere dichiarata «inattendibile» dall’Istat che, per fare chiarezza sulla vicenda, venerdì scorso ha inviato i suoi ispettori in città.

Una situazione critica che chiama direttamente in causa Esatto spa, la società di riscossione alla quale da agosto il Comune ha affidato il servizio di monitoraggio prezzi. Fino a quel momento a bussare alla porta dei negozianti per raccogliere i dati relativi alle varie «referenze», ovvero i prodotti inseriti nel paniere Istat, erano stati sei consulenti esterni dell’Ufficio comunale statistica di via delle Docce, entrati in graduatoria dopo un concorso indetto nel 2003 e iscritti all’albo professionale dei «rilevatori». Persone che, dopo il cambio di «gestione», non hanno voluto continuare a lavorare per Esatto. Una scelta dettata da alcune condizioni poste dalla società che, a loro giudizio, avrebbero messo a rischio sia la serietà della raccolta dei dati sia la professionalità dei singoli.

Preso atto del rifiuto, la spa di piazza Sansovino ha dovuto quindi rimpiazzare i sei esperti, attingendo in parte all’elenco di altri rilevatori inseriti in graduatoria, e in parte al personale interno, forse poco ferrato in materia di tabulati Istat e pertinenze. E la qualità del monitoraggio finale, anche alla luce dell’ispezione dei tecnici dell’Istituto di statistica, pare proprio aver risentito dell’inesperienza dei neorilevatori.

«Sono stati gli stessi negozianti a raccontare di raccolte dati sommarie e superficiali - spiega uno degli ex consulenti dell’Ufficio prezzi del Comune -. Tra i rilevatori, c’è stato per esempio chi si è limitato a prendere nota solo di due o tre referenze, quando i prodotti da monitorare in quel negozio in realtà erano più di una dozzina. Alcuni hanno dovuto chiedere aiuto al titolare per compilare i tabulati, mentre altri sono stati addirittura allontanati dai negozi, con il risultato che alcuni dati mancano all’appello finale. E vista la complessità del meccanismo di rilevazione (ne riferiamo nell’articolo a fianco ndr), anche l’assenza di pochi tasselli rischia di far saltare l’intero sistema, con conseguenze che possono ripercuotersi anche nei mesi successivi. Ecco perché - continuano gli ex consulenti che, per denunciare le irregolarità, hanno già scritto al prefetto e al ministro per la Funzione pubblica Brunetta - le rilevazioni incomplete di solito sono bollate come ”inattendibili” e non vengono prese in considerazione».

Dal canto suo il Comune difende la validità dell’operazione Esatto e nega che l’attività di monitoraggio prezzi sia stata gestita in maniera superficiale. «Mi pare che sia stato fatto tutto a regola d’arte - osserva l’assessore al Commercio, Marina Vlach -. Non ho ricevuto alcuna segnalazione di problemi o criticità. Quanto al cambio di formula deciso dal Comune, con il passaggio dei rilevatori alle dipendenze di Esatto, vorrei precisare che ci è stato imposto per legge. Una recente normativa, infatti, stabilisce che a svolgere questo servizio, peraltro istituzionalmente obbligatorio, siano persone con laurea in statistica, mentre tra gli ex consulenti alcuni ne erano sprovvisti. L’unico modo per aggirare l’ostacolo era proprio il trasferimento dei lavoratori in capo a una partecipata del Comune e non più al Comune stesso».

Una spiegazione che non convince però la Commissione Trasparenza che al «caso» prezzi al consumo dedicherà la riunione di domani. «L’affidamento dell’incarico a Esatto è stato dato senza tenere minimamente in considerazione il parere del consiglio comunale - precisa il presidente Roberto Decarli -. L’aula, infatti, a luglio si era espressa a favore di una proroga della consulenza ai sei rilevatori fino al 2010. Come se niente fosse, però, pochi giorni dopo è stato firmato il contratto con Esatto e ora ci ritroviamo con rilevazioni fatte tutt’altro che a regola d’arte».
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