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Oltre 17mila i triestini emigrati

Il 27% sono giovani in carriera: dall’architetto in Sudafrica ai docenti in Canada

2 minuti di lettura
Un giovane architetto, Alessio Lacovig, che ha firmato il progetto per la costruzione della casa di riposo per anziani che la comunità italiana sta costruendo a Johannesburg, in Sudafrica. Una squadra di affermati docenti universitari che lavorano in Canada, fra i quali Corrado Eisenbichler, docente di italianistica alla Victoria University di Toronto, e Diego Bastianutti, professore e scrittore a Vancouver. E poi il responsabile della comunicazione e delle relazioni esterne dell’ufficio turistico della capitale argentina Buenos Aires, Diego Ferlat. E ancora tanti giovani che, concluso il percorso di studi, hanno scelto di provare l’esperienza all’estero per cercare di conquistare delle posizioni lavorative di maggior prestigio. Cos’hanno in comune tutte queste persone? L’origine triestina.

Ci sono anche loro infatti - secondo quanto riferito dall’Associazione Giuliani nel mondo - fra i 17.301 iscritti all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero) provenienti dal Comune di Trieste. Come numero assoluto di emigrati in altri Paesi, il capoluogo regionale del Friuli Venezia Giulia occupa la settima posizione fra le varie città italiane, secondo la classifica pubblicata nel volume «Rapporto italiani nel mondo 2007» prediposto per il secondo anno consecutivo dalla Fondazione Migrantes della Conferenza episcopale italiana. In ambito regionale è proprio Trieste, peraltro di gran lunga, il Comune con il maggior numero di emigrati: alle sue spalle c’è Udine con 4.668 persone, poi Pordenone con 2.898. Nel quadro relativo al Friuli Venezia Giulia emerge un dato in controtendenza rispetto all’andamento nazionale: il maggior numero di iscritti all’Aire si trova in Argentina e non in Germania, come invece accade per quanti hanno raggiunto l’estero partendo da altre regioni della Penisola.

Il fenomeno dell’emigrazione in ogni caso è ancora vivo, contrariamente a quanto pensino in tanti. «In effetti il dato totale interessa in eguale misura anziani over 65 e persone più giovani, nella fascia d’età compresa tra i 19 e i 40 anni - spiega Delfina Licata, sociologa della redazione centrale Rapporto italiani nel mondo -. Per il Friuli Venezia Giulia, sul totale i primi rappresentano il 27 per cento, proprio come i secondi: la percentuale è identica (solo per Trieste c’è un 5 per cento di differenza tra le due voci, come riportato dalla tabella in alto, ndr). Se una volta, in effetti, si lasciava la propria terra d’origine per migliorare gli standard di vita, oggi invece ci sono parecchi casi di giovani che partono con l’intento di trovare un’occupazione di un certo livello o, comunque, di veder progredire la loro carriera». Spostando l’analisi all’intero territorio delle diverse province, il dato triestino è pari al 14,5 per cento del totale degli emigrati dalla regione, riscontro inferiore a Udine e Pordenone che assieme rappresentano l’80 per cento e superiore quindi solo a Gorizia, che chiude questa specifica graduatoria con il 5,5 per cento. Il quadro è stato tracciato ieri nella presentazione del «Rapporto italiani nel mondo 2007», ospitata dal Circolo della stampa di Trieste.

«Il Friuli Venezia Giulia è fortemente interessato all’iniziativa del Rapporto in quanto si colloca fra le regioni italiane caratterizzate dai maggiori flussi migratori, con il 10,8 per cento di residenti all’estero, contando soltanto gli iscritti all’Aire, rispetto alla popolazione presente sul territorio, ovvero 130 mila su un milione e 200 mila abitanti. Una percentuale analoga a quelle di Sicilia e Abruzzo e che viene dopo il 16 per cento della Calabria e della Basilicata ed il 22 per cento del Molise», ha osservato Dario Rinaldi, presidente onorario dell’Associazione Giuliani nel mondo, che ha contribuito alla stesura del volume e alla raccolta dei dati. Proprio l’attività delle associazioni operanti nel settore in regione è stata lodata dal direttore della Caritas Diocesana, Mario Ravalico, il quale ha poi annunciato che «a breve uscirà anche il terzo Rapporto Italiani nel mondo, quello del 2008». Al riguardo, non è mancato un invito alle istituzioni a sostenerne la causa, in considerazione della presenza in sala dell’assessore regionale Roberto Antonaz. Quest’ultimo, dal canto suo, ha sottolineato come «vada assecondata la sempre maggiore curiosità che le seconde e terze generazioni degli italiani all’estero stanno manifestando verso le loro origini. Magari non sanno nemmeno la nostra lingua, ma vogliono riscoprire il passato».
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