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Tzitzikostas: «Prosecco? No a inganni dei consumatori. E sui migranti condivisione della Ue»

ACON

Il presidente del Comitato delle regioni Ue chiede lo stato generale dei giovani per ridisegnare il futuro della Ue

TRIESTE «Il Prosecco? Lo apprezzo, è un prodotto che porto nel cuore. L’Unione Europea ha le sue regole ma l’importante è che le denominazioni non finiscano per risultare ingannevoli nei confronti dei consumatori. Ne so qualcosa come Greco, abbiamo avuto una storia simile con il nostro formnaggio Feta». Dal Prosecco fino ai migranti e al futuro del’Europa che deve coinvolgere i più giovani grazie a uno Stato Stato generale della gioventù responsabile, un coordinamento in grado di raccogliere le istanze e i suggerimenti messi a disposizione dagli amministratori pubblici under 40 del Friuli Venezia Giulia per poi, dimostrando la capacità di fare rete, portare i risultati fino al Comitato delle Regioni (CdR) dell'Unione europea e da qui, attraverso il suo presidente, fino ai vertici dell'Ue. Una tre giorni intensa e ricca di contenuti quella vissuta a Trieste dal presidente del Comitato delle Regioni Apostolos Tzitzikostas che ha incontrato il governatore del Fvg Massimiliano Fedriga e poi il presidente del Consiglio regionale Mauro Zanin partecipando a un evento nell'aula consiliare di piazza Oberdan a Trieste ed espressamente dedicato ai giovani amministratori pubblici dei Comuni Fvg.

La questione del Prosecco

Sulla disputa per la denominazione del Prosecco insidiato dalla richiesta croata di tutelare il Prosek della Dalmazia Tzitzikostas ha ricordato «come anche in Grecia si fosse verificato un contenzioso simile, a proposito della tutela del tradizionale formaggio Feta». Il presidente ha ribadito che l’Ue ha le sue regole «ma l’importante è che le denominazioni non finiscano per risultare ingannevoli nei confronti dei consumatori» La vicenda del Prosecco è stata affrontata anche dal presidente del Consiglio Zanin in un colloquio privato con il leader greco e ha espresso l'auspicio di «un maggior coinvolgimento di Regioni e comunità locali in questo tipo di dispute, in quanto gli Stati nazionali non sempre colgono interamente la portata di questioni che toccano da vicino aspetti simbolici e interessi economici delle singole popolazioni».

L’incontro con Fedriga

Nel corso dei colloqui che si sono tenuti nel Palazzo della Regione, Fedriga e Tzitzikostas hanno concordato sulla necessità di un «cambio di paradigma all’interno dell’Unione europea che dia maggiore centralità ai territori e che consenta la valorizzazione delle tipicità e delle colture locali, favorendo al tempo stesso la partecipazione della cittadinanza nei processi decisionali». Un tema che assume maggiore rilevanza soprattutto per la ripresa economica dopo il periodo più difficile della pandemia e che deve essere affrontato assieme alla sfida per garantire uno sviluppo sostenibile sia dal punto vista ambientale sia da quello economico e sociale. Aumentare il coinvolgimento delle Regioni e dei territori nei processi decisionali nazionali ed europei, in particolare per quanto concerne l’utilizzo delle risorse del Recovery Fund, e valutare le possibili collaborazioni tra Trieste e la città greca di Salonicco. Sono stati questi i due temi centrali trattati durante l’incontro t

I legami con la città

Il presidente Apostolos Tzitzikostas ha un legame speciale con Trieste. Suo nonno ha infatti vissuto a lungo a Trieste ed è stato tra i fondatori della comunità greco-ortodossa locale.

La questione dei migranti

«Bisogna trovare una linea comune sulla questione dei migranti e coinvolgere l'intera Unione Europea, senza che il problema ricada solo sulle spalle dei Paesi nei quali si verifica il maggior numero di approdi e arrivi. Anche perché la questione è destinata a riproporsi di frequente nel prossimo futuro» ha detto il presidente del Comitato europeo delle regioni che ha aggiunto: «Dobbiamo capire che il problema delle migrazioni è europeo e non solo nazionale. La Grecia, l'Italia e altri Paesi sono in prima linea, ma non possiamo lasciarli da soli e dobbiamo lavorare assieme. L'Unione europea deve capire che serve condividere queste responsabilità tra i 27 Paesi membri». E ancora: «L'Europa sta affrontando una serie di crisi, una delle quali è quella sanitaria e un'altra quella migratoria - ha spiegato Tzitzikostas-. Per ognuna di esse la risposta deve essere una: dobbiamo lavorare assieme basandoci sulle nostre regioni, città e cittadini che combattono queste battaglie sul campo».

Sanità e Green Pass

«Una maggiore uniformità di decisioni è auspicabile» ha indicato infine il presidente del CdR, anche sull'applicazione del Green pass in funzione anti-Covid, pur in presenza di situazioni sanitarie differenziate nei singoli Paesi.

Il Futuro dell’Europa

«Includere e coinvolgere ogni cittadino nella costruzione di una casa democratica comune che si chiama Europa». È il messaggio lanciato da Tzitzikostas nell’incontro con l'ufficio di presidenza del Consiglio Fvg. Il presidente del Cdr è a capo di un organismo che «rappresenta un milione di amministratori locali e regionali, eletti a loro volta dai cittadini di tutti i ventisette Stati membri dell'Unione Europea, ed è convinto che occorra far sentire di più la voce delle comunità locali. Ovvero «coinvolgere i cittadini nel processo decisionale, perché spesso si sono sentiti esclusi da quel che accade a Bruxelles». In altre parole, «Bisogna passare da un sistema bidimensionale, che dava peso solo a Bruxelles e agli Stati membri, a un sistema allargato che coinvolga regioni e città. In gioco ci sono gli interessi dei cittadini, la loro vita di ogni giorno: siamo noi enti locali infatti a destinare fondi per scuole, ospedali e altre opere pubbliche. E il 90 per cento delle politiche ambientali è attuato dalle Regioni». Introdotto da Zanin, Tzitzikostas ha ascoltato gli interventi dei membri dell'ufficio di presidenza del Consiglio regionale. Al leader greco, che è anche presidente della regione della Macedonia centrale, è stato ricordato che in Fvg il sogno dell'Europa ha un sapore particolare, in ragione di quella «cortina di ferro scesa da Stettino sul Baltico a Trieste sull'Adriatico», per citare la storica definizione di Winston Churchill. A

Tzitzikostas è stata suggerita anche una riflessione sulla pandemia, che avrebbe convinto anche i più scettici sulla necessità di rafforzare le istituzioni europee, in quanto nessuno Stato da solo può essere in grado di affrontare una sfida di questa portata in ambito sanitario e sociale. Diventa importante allora, è stato ancora detto, condividere con le autonomie locali anche le scelte sulla destinazione dei fondi europei per la ripartenza, in arrivo in Italia e negli altri Paesi.

Stati generali della gioventù responsabile

Una sorta di Stato generale della gioventù responsabile, un coordinamento in grado di raccogliere le istanze e i suggerimenti messi a disposizione dagli amministratori pubblici under 40 del Fvg per poi, dimostrando la capacità di fare rete, portare i risultati fino al Comitato delle Regioni dell'Unione europea e da qui, attraverso il suo presidente, fino ai vertici dell'Ue. Parte dal Consiglio regionale Fvg, attraverso il suo presidente, una nuova visione per costruire concretamente la nuova Europa che potrà avere un futuro solo se in grado di interpretare esigenze e desideri dei cittadini.

La casa della democrazia europea

Un punto di partenza che prende spunto anche dalla consapevolezza che «la risposta ai numerosi problemi e alle molteplici sfide attuali - ha sottolineato più volte Tzitzikostas - non è certamente meno Europa ma, bensì, «più Europa». Sia per fermare gli euroscettici, sia per dare le corrette risposte a chi si oggi sente escluso. Questi gli elementi più significativi emersi nel corso del convegno «Dare forma alla casa della democrazia europea», ospitato nell'aula consiliare di piazza Oberdan a Trieste ed espressamente dedicato ai giovani amministratori pubblici dei Comuni Fvg. Il dialogo prevedeva infatti il coinvolgimento dei rappresentanti eletti a livello locale nella costruzione della casa comune europea e il contributo di una rete stabile per colmare il gap tra le istituzioni dell'Ue e i cittadini europei.

La nuova Europa

Reduce dall'incontro con l'Ufficio di presidenza dell'assemblea legislativa Fvg e del press opportunity con gli esponenti dell'informazione, il presidente Tzitzikostas ha assicurato il suo impegno per costruire una nuova Europa «che sia l'Europa delle città e delle regioni». Va sviluppato il concetto di Casa della democrazia europea con fondamenta solide e mura forti (gli Stati membri) e un tetto protettivo (l'Ue). Tuttavia, bisogna consolidarla ulteriormente aumentando la fiducia dei cittadini e andando verso di loro. «C'è stato un ritardo - ha spiegato - ma ora abbiamo un'occasione unica per rinforzarne funzionamento e legittimità con l'aiuto di sindaci, assessori e consiglieri, migliorando la comunicazione».

«Dopo pandemie e altre sfide come quella emigratoria - questo l'auspicio espresso da quello che è anche governatore della Regione della Macedonia Centrale - abbiamo bisogno di più e non meno Europa che possa sostenere la cooperazione transfrontaliera (e il Fvg sa bene come farlo) per una risposta ai problemi comuni. Devono prevalere la solidarietà e il rispetto dei valori e dei diritti attraverso le specificità regionali. È necessario basarsi sul principio di sussidiarietà, rispettando le specificità regionali con una regolamentazione migliore. La Conferenza per il futuro dell'Europa potrà avere successo solo se capace di andare oltre Bruxelles e le 27 capitali, ma penetrando tra i cittadini e quanti percepiscono L'Europa sul territorio».

In precedenza, era stato il presidente del Cr Fvg a introdurre il concetto della sussidiarietà e ad auspicare un'Europa come casa comune che sappia riconoscere l'importanza delle realtà regionali e locali, prendendo spunto dalle esperienze storicamente positive già messe in atto in regione. Assi portanti dell'evoluzione per il bene comune vanno ricercati nella riattivazione del cosiddetto ascensore sociale, nel rilancio della manifattura locale e in un'alleanza comune. Gli amministratori locali, in tal senso, hanno il compito di operare per prevedere e governare il cambiamento con un nuovo modello di sviluppo territoriale come già avvenuto dopo il terremoto del 1976.

L'assessore regionale alle Finanze con delega anche alla Programmazione europea ha puntato il dito sulla necessità di premiare merito e competenza, evidenziando le peculiarità di un territorio posto nel cuore dell'Europa, anche se ai margini della penisola, e di una popolazione conosciuta in tutto il mondo per capacità lavorativa. Una posizione strategica favorita da direttrici viarie e un'area portuale molto importante, ma forte anche da una pluralità di minoranze linguistiche. Una tradizione di autonomia legislativa, anche a carattere fiscale e tributario, da confermare assolutamente attraverso misure chiare e adottate di concerto con i territori.

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