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Croazia, il governo rinuncia a dare in concessione le autostrade

Lo ha annunciato il premier di Zagabria Milanovic. Possibile parziale privatizzazione delle società che gestiscono la rete

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Il premier croato Zoran Milanovic 

Il governo croato ha rinunciato al progetto di dare in concessione quasi mille chilometri della rete autostradale, in primo luogo le principali arterie nazionali, la Zagabria - Spalato e la Zagabria - Fiume. Lo ha annunciato il primo ministro, Zoran Milanovic, spiegando che la decisione sarebbe motivata dalla forte opposizione dell'opinione pubblica che a un possibile referendum in materia quasi sicuramente si sarebbe pronunciata contro la concessione a trenta o quarant'anni delle principali autostrade del Paese. Milanovic ha però annunciato la possibilità di una parziale privatizzazione delle società che gestiscono le autostrade, stimata a un miliardo di euro, contro i 2,5 miliardi della concessione, ma senza vendere a privati le stessa infrastruttura autostradale. Le azioni delle autostrade, ha spiegato Milanovic, saranno offerte ai fondi pensionistici che operano in Croazia e ai cittadini croati. Il piano per la concessione era uno dei principali progetti del governo socialdemocratico che in questo modo sperava di ridurre l'enorme debito delle società che gestiscono le autostrade, ora interamente in mani pubbliche. Le offerte non vincolanti di tre consorzi stranieri erano pervenute a dicembre quando era scaduto il bando e in queste settimane era attesa la decisione finale del governo di Zagabria a chi aggiudicare la concessione. Nel frattempo una coalizione di associazioni e di sindacati è riuscita a raccogliere quasi mezzo milione di firme per indire una consultazione referendaria contro il progetto del governo. Secondo il premier croato l'idea della concessione sarebbe ancora la migliore e nel miglior interesse nazionale, tenendo conto dell'enorme debito delle autostrade e delle centinaia di milioni di euro che lo Stato paga ogni anno in interessi, ma alla rinuncia si è arrivati dato che probabilmente non avrebbe retto la prova del referendum.

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