Le dimore storiche del Friuli Venezia Giulia aprono le loro porte al pubblico

TRIESTE Torna in Friuli Venezia Giulia l'appuntamento con la Giornata Nazionale dell’Associazione Dimore Storiche Italiane. Domani, domenica 22 maggio, palazzi, castelli, ville, parchi, giardini in tutta la regione apriranno gratuitamente le loro porte per accogliere nuovamente tutti coloro che vorranno immergersi in luoghi unici del patrimonio storico, artistico e culturale.

In Friuli Venezia Giulia apriranno:

In provincia di GORIZIA, Palazzo Attems Cernozza de Postcastro; Villa del Torre, Romans d’Isonzo.

In provincia di PORDENONE, Castello di Cordovado, Cordovado; Palazzo d’Attimis-Maniago, Maniago; Palazzo Scolari a Polcenigo.

In provincia di UDINE, Casa Micossi, Artegna; Villa de Claricini Dornpacher, Bottenicco, Moimacco; Villa del Torso, Amodio, Paulone, Brazzacco di Moruzzo; Casa Foffani a Clauiano, Clauiano di Trivignano Udinese; Palazzo de Gleria a Povolaro di Comeglians, Comeglians; Villa Steffaneo Roncato a Crauglio, Crauglio; Casa Asquini, Fagagna; La Brunelde - Casaforte d'Arcano, Fagagna; Villa Perabò Della Savia, Moruzzo; Villa Tacoli Ottelio, Moruzzo; Villa Lovaria, Pavia di Udine; Villa Iachia, Ruda; Villa Masetti Zannini de Concina, San Daniele del Friuli; Villa Piccoli - Brazzà - Martinengo, Soleschiano di Manzano; Villa Pace, Tapogliano; Il Folador di Villa Rubini a Merlana di Trivignano Udinese; Villa Elodia a Trivignano Udinese; Palazzo Orgnani, Udine; Palazzo Pavona Asquini, Udine.

«Quella degli immobili storici – spiega Raffaele Perrotta, Presidente di Adsi sezione Friuli Venezia Giulia - è una rete unica, dall’immenso valore sociale, culturale ed economico che i proprietari si impegnano quotidianamente a custodire e a valorizzare. Le dimore storiche, infatti, costituiscono non solo un patrimonio turistico di rara bellezza ma anche il perno di una economia circolare per i borghi su cui si trovano. Il 54% di tali immobili si ubica, infatti, in piccoli comuni con una popolazione inferiore a 20 mila abitanti e, nel 29% dei casi, addirittura sotto i 5.000 residenti».

La Giornata ADSI in Friuli Venezia Giulia è quindi un’occasione per sensibilizzare la società civile e le istituzioni sul ruolo che le dimore storiche ricoprono per il tessuto socio-economico del territorio. Il loro indotto, infatti, genera «un impatto positivo su moltissime filiere: da quella artigiana, in particolare del restauro, a quella del turismo. Molte sono le figure professionali - continua il presidente - che gravitano intorno ad una dimora, mestieri dal sapere antico (artigiani, restauratori, maestri mosaicisti) che però risultano sempre più difficili da reperire».

Restauro e manutenzione di queste dimore, che grava esclusivamente sui proprietari, determinano la qualità e la bellezza dei centri nei quali le dimore insistono, contribuendo al loro decoro e alla loro crescita attrattiva nei confronti del turismo e della quotidianità, riconsegnando vitalità a territori. «Specie quelli più periferici – conclude Perrotta - che vedono nella dimora il principale centro economico locale. Perciò è importante poter investire su questo capitale del territorio».

Informazioni, programma, prenotazioni: www.adsi.it/giornatanazionale

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