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L’astronomo Halley fece la spia a Trieste: lo racconta l’inserto Ilpiccololibri

Pietro Spirito
1 minuto di lettura

TRIESTE Nel 1702 il fisico e astronomo Edmund Halley, proprio colui che avrebbe dato il nome alla più famosa e brillante delle comete periodiche a zonzo per lo spazio, fu mandato a Trieste dalla regina Anna Stuart per valutare se fondali e correnti del golfo sono adatti a far svernare la flotta reale di stanza in Adriatico. In realtà dietro la missione scientifica se ne nasconde un’altra di intelligence, in anni in cui lo spionaggio era assai più diffuso di quanto si possa pensare: Halley dovrà tenere d’occhio i sempre poco affidabili veneziani. Sia come sia alla fine il verdetto di Halley sarà negativo: il mare davanti Trieste con la bora e il fondale fangoso poco adatto alla presa delle ancore non va bene per tenere al riparo i vascelli della Royal Navy. Meglio Buccari.
La storia delle visita triestina del celebre fisico la racconta Christian Selleri nell’Effemeride che fa da copertina all’inserto Ilpiccololibri, in edicola domani all’interno del supplemento Tuttolibri della Stampa, in vendita abbinato a “Il Piccolo”. Tra i personaggi famosi che hanno bazzicato Trieste, l’inserto ricorda anche Nora Barnacle, la moglie di James Joyce, della quale Marta Herzbruch traccia un profilo prendendo spunto dal film “Nora” della regista irlandese Pat Murphy, uscito nel 2000 e a sua volta tratto dalla omonima biografia oubblicata da Brenda Madox nel 1988.

Personaggio meno noto ma non per questo meno importante per Trieste è anche Guido Andlovitz (poi Andloviz) conosciuto più altrove che nella sua città natale per essere stato uno dei designer più innovativi nell’ambito della ceramica artistica. Lo racconta nell’inserto Marianna Accerboni, ricordando il suo lavoro alla fabbrica della Società Ceramica Italiana sulle sponde de Lago Maggiore. Da riscoprire è senza dubbio anche la figura di Giovanni Guglielmo Sartorio, del quale è allestita una mostra nelle sale della biblioteca del Civico Museo Sartorio, dedicata ai libri e alle fotografie relativi ai viaggi di Sartorio, in gran parte il tour che lo portò a conoscere Napoli. Claudia Colecchia, responsabile della Fototeca del Civici Musei di Trieste, sulle pagine del Piccolibri rpercorre affari e amori del celebre triestino. Dopo un a doppia pagina a cura di Paolo Lughi dedicata alla rassegna “Le giornate della luce” di Spilimbergo, e in particolare alla mostra di Gianni Bozzacchi, il fotografo personale di Liz Taylor, chiude l’inserto una “cartolina” spedita da Londra a Elisa Russo dal bravo sassofonista triestino Gabriele Pribetti.

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