Gorizia e Nova Gorica sotto i riflettori europei al Salone del libro di Torino. Ecco le prospettive della Capitale della cultura 2025

I relatori al dibattito

Lo stand del Fvg ha ospitato un dibattito sulla Capitale della Cultura tra prospettive turistiche, urbanistica e infrastrutture comuni

TRIESTE Un inno alla cultura e all’integrazione dei popoli europei. Presentato ieri al Lingotto di Torino il progetto della “Capitale europea della cultura 2025 Nova Gorica – Gorizia”. Oltre i sindaci delle due città, Rodolfo Ziberna e Klemen Miklavič, erano presenti il governatore Massimiliano Fedriga e Paolo Petiziol, presidente del Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale.

Certo Gorizia, l’antica Nizza austriaca, avrà parecchi fari puntati, per un ruolo oltre modo impegnativo, che i due primi cittadini accolgono pensando soprattutto al futuro, anche oltre il 2025. Ovviamente il primo effetto di un tale investimento è il turismo: «Soprattutto perché – dice Fedriga – dopo la pandemia il turista ha cambiato prospettiva. Non guarda più solo alla città d’arte o alla bella spiaggia, ha invece acquisito una prospettiva d’insieme, spiando, per esempio, anche il livello enogastronomico di un territorio. Ecco perché Il Friuli Venezia Giulia è oltremodo adeguato a questo nuovo tipo di “consumi”, grazie alla sua varietà di paesaggi e di offerte».

Spostando il focus sulla futura capitale europea, i progetti dei due primi cittadini hanno indubbiamente un codice comune. Klemen Miklavič e Rodolfo Ziberna pensano a un futuro funzionale, che possa migliorare la vita del cittadino: «Guardiamo alla capitale europea come catalizzatore per sviluppare diversi progetti urbanistici. Il fine è quello di recuperare molte zone deserte, per rigenerarle e integrarle con Gorizia», ha sottolineato Miklavič. Impresa ardua ma affascinante, anche tenendo conto delle diverse storie, in termini di tempo, delle due parti del territorio: Gorizia ha 1000 anni e Nova Gorica 70. Ma il futuro prevede di battere lo stesso tempo e lo stesso spazio: «Una co-urbanizzazione ideata con infrastrutture commerciali, formative, sportive che possano siglare due vasi comunicanti – ha osservato Ziberna – e dare appeal al nostro territorio al di là del 2025, ma anche nel 2035 o ’45, quando cioè si saranno spente le luci sulla capitale europea». Così le contaminazioni di un confine divengono sinonimo di sviluppo.

Elemento d’eccezione infatti è proprio la possibilità di creare una capitale in una zona transfrontaliera: «Motivo per cui siamo sotto i riflettori europei», è intervenuto Paolo Petiziol, presidente del Gect. «Ricordiamo che quel confine che ha tagliato in due la città – ha continuato – era l’unica barriera che non esisteva, quindi ci stiamo riappropriando della nostra storia».

Riflessione non solo teorica, se pensiamo alla recente esclusione di tre violiniste russe dal Premio Lipizer, celebre manifestazione musicale goriziana. Decisione da cui il sindaco Ziberna si è dissociato, sostenuto da Paolo Petiziol che ieri mattina, con un comunicato stampa, ha annullato la consueta partecipazione dell’Fvg Orchestra, di cui è presidente, alla prossima edizione del concorso violinistico.

Una linea di pensiero che accomuna ulteriormente Gorizia e Nova Gorica: combattere ogni tipo di discriminazione e guardare con interesse all’area del centro Europa. Soprattutto porre attenzione alle differenti pratiche geopolitiche: «Le nostre democrazie sono differenti da altri modelli democratici di matrice dittatoriale» ha detto Miklavič. E certo è necessario tutelarsi da contesti così distanti, che si stanno avvicinando al confine: «Ma guardando sempre all’Est – ha concluso Petiziol – va anche riconosciuto come il “cattivo” Orbán sia riuscito ad accogliere milioni di profughi ucraini, mentre noi non sapevamo cosa fare per 40.000 albanesi in Puglia. Ecco allora che l’Europa dell’Est ha qualcosa da insegnarci».

Nel frattempo, in vista della capitale europea, tanti i progetti per Borgo Castello: assumerà una dimensione multimediale e aggregante. «Con un ascensore – ha promesso il sindaco Ziberna – attivo entro settembre». Hanno concluso l’incontro l’attore Walter Mramor su testi di Francesco Tomada e la musica di Marjuta Slamice, un ulteriore suggello tra gli ArtistiAssociati di Gorizia e il Teatro Sloveno di Nova Gorica.

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