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L’amore impossibile di Boris Pahor: dopo quarant’anni esce “Oscuramento”

Il racconto autobiografico dello scrittore triestino di lingua slovena precede le vicende del capolavoro “Necropoli” sui lager

TRIESTE. Trieste è una città difficile, che si lascia raccontare in modi diversi, spesso sopportando visioni parziali e distorte. Ha troppi volti per essere colta nella sua immagine più autentica e per l’autoctono è proprio la serena accettazione della non definizione a dipingerne l’unico ritratto possibile. Le contraddizioni delle molte storie che possono restituirne l’identità sono state tracciate dallo scrittore Boris Pahor con immagini dirette e appassionate, tese tra il senso di libertà del mare e la cupa angoscia del periodo bellico e postbellico vissuto in prima persona.

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