Il Piccololibri racconta il primo “rave party” della storia di Trieste

Nell’inserto culturale anche lo scultore Messerschmidt di cui la Fondazione Coronini conserva due capolavori

TRIESTE Il 18 aprile 1976 in un prato tra Basovizza e i campi da golf duecento ragazzi e ragazze grazie al passa parola si danno appuntamento per una festa di musica, gioco, alcol, “fumo” all’insegna della libertà dello stare insieme. È il rimo “rave party” organizzato a Trieste, una due giorni di festa spontanea nata sull’onda lunga del Festival del proletariato giovanile, il festival musicale pop organizzato in Italia dalla rivista Re Nudo già dal 1971, e che nel 74 si terrà in giugno con la partecipazione di più di quattrocentomila persone.

L’appuntamento triestino è una forma spontanea e ridotta, senza l’esibizione di gruppi musicali, di quei raduni che segnano una stagione libertaria della gioventù di allora non solo in Italia. Testimone di quelle due giornate, terminate con l’arrivo dei carabinieri, è Claudio Ernè, allora giovane fotoreporter che immortala in una serie di immagini la prima festa libera sul Carso del “movimento”.

Ed è proprio Claudio Ernè a ricordare e raccontare quell’avventura nell’Effemeride - la rubrica dedicata a personaggi ed eventi culturali della Venezia Giulia poco noti o dimenticati - che fa da copertina all’inserto del Piccololibri in edicola domani insieme a “Il Piccolo”, all’interno dell’inserto Tuttolibri della Stampa. E di un’altra ricorrenza si occupa il Piccololibri di sabato 29 gennaio: i duecento anni dalla nascita di Adelaide Ristori, l’attrice nata a Cividale del Friuli il 29 gennaio 1822 (e morta a Roma il 9 ottobre 1906) considerata la prima vera star del teatro non solo italiano. Paolo Quazzolo ripercorre la biografia di questa artista dalla vita straordinaria, nata da una modesta famiglia di attori, salita al rango di nobildonna dopo e nozze con il marchese Giuliano Capranica del Grillo, suo grande fan della prima ora, politicamente impegnata a sostenere la causa risorgimentale e destina a diventare famosissima e acclamata sui palcoscenici d’Europa e d’America. “I sui spettacoli - nota Quazzolo - sono ricordati per la cura della ricostruzione storica, per la sontuosità che li avvicinava agli allestimenti dell’opera lirica e soprattutto per la forza interpretativa con cui dava vita ai personaggi».

Nella rubrica dell’inserto Piccolibri dedicata ai personaggi più originali della cultura della nostra regione, Federica Gregori intervista Rino Lombardi, il “Signore della Bora”, il fondatore del Museo della Bora di Trieste da tempo al centro dell’attenzione di tutto il mondo fra interviste, servizi e pagine dedicate nelle guide turistiche. Lombardi illustra la sua attività, le sue collezioni (come i venti in bottiglia provenienti da tutto il mondo) e i progetti futuri, tutti legati all’idea del vento e ai simboli, le metafore e i significati il soffio di Eolo comporta. A cominciare, appunto, dalla Bora di Trieste.

Nella doppia pagina dell’inserto dedicata all’arte Cristina Feresin e Franca Marri mettono a fuoco “Il sogno della cose”, la mostra aperta fino al 27 febbraio alla galleria Harry Bertoia di Pordenone, con centotrenta opere selezionate tra quelle conservate nei depositi di Palazzo Ricchieri. Dai maestri storici del Novecento quali Guttuso, Picasso, Chagall, De Chirico ai contemporanei quali Nane Zavagno, Roberto Kusterle, Massimo Poldelmengo, Annibel Cunoldi Attems, l’esposizione offre dieci percorsi tematici legati insieme dallo sguardo del fotografo Alessandro Ruzzier, che spaziao dai “Territori friulani” alle “Figure al lavoro” fino al ciclo degli “Uomini illustri” di Corrado Cagli.

Chiudono lo sfoglio del Piccolibri un profilo biografico, tracciato da Alex Pessotto, di Franz Xaver Messerschmidt, lo scultore tedesco delle “teste di carattere”, vissuto a metà del Settecento, che fece dei suoi fantasmi e delle sue psicotiche smorfie un tratto modernissimo e originale della sua arte, e, per la rubrica “Saranno famosi”, un’intervista di Elisa Russo al giovane Andrea Siragusa. Il ventenne triestino, figlio del tenore Antonino, sta già bruciando le tappe del successo nel difficile mondo della musica leggera.

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