Su Piccolo libri la storia dei Nirvana a Muggia e del conto telefonico stellare lasciato da Kurt Cobain

TRIESTE Trent’anni fa, il 16 novembre 1991, Muggia ospitava quasi per caso un concerto rimasto mitico, su cui sono fiorite leggende di ogni tipo. Appena due mesi prima era uscito il singolo bomba del trio, “Smells Like Teen Spirit”, e un paio di settimane dopo l’album della consacrazione, “Nevermind”, che vendette in un baleno dieci milioni di copie. Non erano insomma degli sconosciuti i Nirvana di Kurt Cobain, che approdarono al Teatro Verdi perchè la data prevista originariamente a Lubiana era saltata a causa del precipitare della situazione nei Balcani. Sul palco muggesano “Smells Like Teen Spirit” venne eseguita per la prima volta in Italia, davanti a una platea strabordante, con almeno mille persone rimaste fuori. L’hotel Lido ospitò i ragazzi di Seattle, che vi tennero anche una singolare conferenza stampa. La sera prima del concerto Cobain si attaccò letteralmente al telefono con gli Stati Uniti, come testimonia un conto stellare lasciato all’albergo, mentre Krist Novoselic, figlio di genitori zaratini, e Dave Grohl facevano una tappa al Nutty Bar del musicista Lorenzo Fragiacomo in via Madonnina.

Dall’alto in senso orario: Kurt Cobain, Alma Schindler, Daniel Philipp, Giorgio Depangher

A raccontare al Piccololibri quel live entrato nella storia è la penna di Elisa Russo, giornalista musicale ma soprattutto testimone oculare dell’evento. Una copertina dunque speciale per l’inserto che esce domani con il nostro quotidiano, all’interno del fascicolo di critica letteraria Tuttolibri: sette pagine che anche questa settimana propongono personaggi, libri, storie e curiosità legate alla regione.

Un altro anniversario viene ricordato diffusamente nel paginone centrale, gli ottant’anni del simbolo dell’erotismo all’italiana anni Settanta, la polesana Laura Antonelli, l’esempio più celebre di una schiera di bellezze di confine, triestine e istriane - dalla slovena Ita Rina alla rossa Elvy Lissiak, dalla rovignese Femi Benussi, a un’altra scuoltorea polesana, Susy Andersen - che interpretarono sul grande schermo il cambiamento dei costumi e un nuovo modello di donna libera e indipendente, padrona delle sue scelte e del suo corpo. Icona erotica, Laura Antonelli, fu però il simbolo di una rivoluzione sessuale filtrata dal cinema d’autore, firmato da grandi registi. Attrice del Carosello, debuttò nel 1968 in una pellicola intitolata proprio “La rivoluzione sessuale”, diretta da Riccardo Ghione, con il primo nudo che le procurò istantaneamente almeno sei offerte di altrettanti set. Il successo arrivò tre anni dopo, nel 1971, con “Il merlo maschio” di Pasquale Festa Campanile, al fianco del divo del momento, Lando Buzzanca: un miliardo e mezzo di incassi, cifra stratosterica. Poi Chabrol, “Malizia” di Samperi, Dino Risi, l’ultimo Visconti de “L’innocente”, e ancora Comencini, Bolognini, Corbucci, Patroni Griffi, fino al ’91, quando una riedizione della Malizia di Samperi la vide per l’ultima volta sul grande schermo, prima di un malinconico declino.

A proposito di donne sensuali, una delle pagine del Piccololibri approfondisce la figura di Alma Schindler, musa della Secessione viennese, coniugata nell’ordine in Mahler, Gropius e Werfel. Bellissima, ambiziosa, traditrice seriale, amata tra un coniuge e l’altro anche da Klimt e Kokoschka, Alma venne spesso a Trieste con i vari uomini della sua vita, in particolare con Gustav Mahler, che ce la portò una prima volta nel 1907 in occasione di un famoso concerto al Verdi (e nonostante due anni prima si fosse lamentato in una lettera alla moglie del “tempaccio” triestino e degli “orrori” dell’Hotel de la Ville...).

Nello sfoglio del Piccololibri di domani anche un profilo del poeta Giorgio Depangher, che unì l’impegno della scrittura a quello di pubblico amministratore e politico, e un’intervista al giovane traduttore tedesco Daniel Philipp, che, dopo una tesi magistrale su Bobi Bazlen, ha scelto Trieste per vivere. Infine, dalle cronache vintage del Piccolo, l’orrore di un femminicidio compiuto il 17 giugno 1892 nelle corsie dell’ospedale Maggiore.

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