Il brano dimenticato di Dvořák rivive con il Pražák Quartet

Oggi al Verdi per la stagione della Società dei Concerti la formazione di Praga assieme al pianista Pavel Kaspar in un repertorio dedicato al compositore ceco



Il secondo appuntamento della novantesima stagione della Società dei Concerti, in programma oggi al Teatro Verdi alle 20.30, propone un suggestivo percorso monografico nella musica cameristica di Antonin Dvořák affidato all’esperienza interpretativa del Pražák Quartet.


Il complesso, fondato nel 1972 da alcuni studenti del Conservatorio di Praga, si è affermato da subito nei più importanti festival e stagioni concertistiche internazionali e viene considerato la più importante formazione appartenente alla tradizione cameristica ceca.

Dopo aver debuttato al Festival della Primavera di Praga, nel 1975 ha vinto il primo premio al Concorso di Musica da Camera del Conservatorio della capitale boema, ottenendo poi il primo premio al Concorso di Evian e il premio speciale di Radio France per la migliore incisione. La formazione originaria del complesso ha però deciso di ritirarsi lo scorso anno per lasciare spazio al nuovo gruppo, di cui fanno sempre parte il violista e membro fondatore Josef Klusoň e il primo violino Jana Vonášková, cui si sono aggregati il secondo violino Maria Fuxová e il violoncellista Jonáš Krejčí, già membri del quartetto Pavel Haas.

Il programma si aprirà con una pagina quasi dimenticata come il Movimento di quartetto in fa magg. composto da Dvořák nel 1881 ma eseguito per la prima volta solo nel 1945 in un concerto radiofonico di Radio Praga, seguito poi dal ‘Quartetto in sol magg. 106’ strutturato come un festoso omaggio ai paesaggi e alle bellezze naturali della patria boema.

«Tranne il primo brano che è pressoché sconosciuto – spiega il maestro Klusoň – gli altri due sono dei veri capolavori». «Non dobbiamo dimenticare - aggiunge Klusoň - che Dvořák è uno dei più grandi compositori del XIX secolo e noi abbiamo il compito di prenderci cura della sua musica e diffondere la nostra tradizione». Nella seconda parte del programma verrà proposto il celebre Quintetto per archi e pianoforte n. 2 in la magg. Op.81 , luminoso esempio di integrazione tra elementi romantici –soprattutto brahmsiani– e folklorici, composto nel 1887 da un Dvořák allineato al pensiero di Smetana che, a differenza dei compositori russi, riteneva che lo spirito del canto popolare dovesse essere ricreato non con rifacimenti o elaborazioni del vero ma inventando nuove melodie attraverso stilizzazioni formali originali.

All’esecuzione prenderà parte il famoso pianista ceco Pavel Kaspar, noto per le performances solistiche ma anche per l’intensa attività cameristica in collaborazione con artisti del calibro di Miroslav Dvorsky, Bryn Terfel, Roman Novotny, Jiri Hanousek e per le incisioni discografiche pluripremiate, come quella pubblicata l’anno scorso da Gramola comprendente l’integrale dei trii con pianoforte di Dvořák Smetana e Suk.

«Con un compositore magistrale come Dvořák – dice Pavel Kaspar –tutti gli strumenti sono alla pari e la sua concertazione è fantastica». «Questo - aggiunge Kaspar - crea un dialogo costante tra tutti i musicisti che appaga e diverte. È per questo che, come pianista, amo la musica da camera altrettanto quanto amo le performances da solista».

I biglietti sono acquistabili su Vivaticket, info www.societadeiconcerti.it. —



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