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Passata la Grande guerra la Lega Nazionale lasciò il passo al fascismo

Alla vigilia del conflitto il sodalizio a Trieste contava oltre 45mila soci. Sciolto dalle autorità austriache nel 1915, si ricostituì negli anni Venti ma poi chiuse di nuovo

TRIESTE Alla vigilia della prima guerra mondiale la Lega Nazionale aveva più di 45.000 soci e oltre 70 istituti scolastici. La sua azione fu sempre moderata: come scrisse Riccardo Pitteri (carismatico presidente della Lega Nazionale dal 1900 al 1914), in una comunicazione del 1911 “essa innalza i baluardi pacifici dell’istruzione e della civiltà là dove son chiesti”.

Lo scoppio della Grande guerra, tuttavia, suscitò la reazione degli austriaci nei confronti delle istituzioni che, attraverso l’uso della lingua italiana, avevano manifestato un sostegno esplicito alla politica romana: il 23 maggio 1915 la sede de Il Piccolo e della Lega Nazionale vennero date alle fiamme, così come altre sedi in odore di irredentismo (la Società Ginnastica Triestina, il Caffè San Marco,…) vennero attaccate.

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