Cartapesta e marmo a confronto per due artiste “Vicine-Lontane”

Alla EContemporary di Trieste espongono fino a metà gennaio Sabina Feroci e Selene Frosini giovani scultrici dalle tecniche diverse che si mettono in dialogo 



Determinazione e forza del marmo contrapposta alla delicatezza gentile del papier-mâché: “Vicine - Lontane” è il titolo della mostra presentata alla EContemporary in via Crispi 28 a Trieste. Visitabile fino a metà gennaio, l’esposizione mette a confronto due scultrici alquanto differenti per tecniche e stile: Sabina Feroci e Selene Frosini.


Sabina Feroci inizia come illustratrice e successivamente, dopo la nascita della figlia, decide di dare tridimensionalità a figure fiabesche che vogliono aprire al mondo dell’infanzia con un tracciato spirituale fatto di onirismo e stilizzazione. Le sue figurine filiformi provengono dall’arte visuale del frammento mnemonico, dall’appartenenza di una maturazione lontana che si dipana nel doppio canale tra rassicurazione e timore; non a caso è, di sovente, citato iconograficamente il lupo di Cappuccetto Rosso. La testa dell’animale a volte viene indossata dal protagonista, altre è poggiata a terra affianco al bambino che si è liberato, probabilmente, di una parte di sé. Il lavoro della carta sovrapposta, unita alla colla e al gesso porta alla realizzazione di piccole sculture che hanno un piacevole sapore di vissuto.

Selene Frosini è una giovane scultrice del marmo che si va confermando come interessante scoperta della scena dell’arte contemporanea partecipando a importanti simposi e mostre collettive. Le sue opere in marmo di Carrara sono intarsi raffinati ottenuti mediante un meticoloso lavoro di foratura in cui il senso del limite è costantemente messo in discussione. L’eleganza della levigatura appare ancor più manifesta in contrapposizione alle sezioni dei blocchi di marmo dai perimetri incerti.

Con quelli che potevano essere scarti di lavorazione Selene Frosini realizza sculture particolarmente interessanti accentuando il rapporto con lo spazio nel dialogo tra interno ed esterno, ponendo l’accento sulle declinazioni dell’attraversamento. La riflessione sul concetto di “oltre” propone una naturale interazione con il fruitore proprio nella delicatezza del materiale che diviene merletto. Le due artiste avevano già esposto assieme in una collettiva dal titolo “Attesa” allestita nella splendida cornice della Pinacoteca provinciale di Salerno, lì però erano in un contesto più vasto e a confronto con molte altre tecniche e scultori, la scelta odierna lascia qualche perplessità che il titolo “Vicine–Lontane” non dipana del tutto. —

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