“I due gemelli” a Monfalcone vittime buffe delle fake news

monfalcone

“I due gemelli veneziani” è il titolo di una celebre commedia di Goldoni. “I due gemelli”, invece, è il titolo dell’appuntamento che martedì e mercoledì, alle 20.45, approda al Comunale di Monfalcone, inserito nella rassegna AltroTeatro.


Protagonista e regista è Jurij Ferrini, mentre Natalino Balasso firma l’adattamento.

Qual è l’idea alla base dello spettacolo?

«L’uso dell’italiano - risponde Jurij Ferrini -, le fake news, ma, soprattutto, la trasposizione di Natalino Balasso, assai conosciuto come comico, ma anche raffinato intellettuale, negli anni Settanta. Ciò fa emergere un ulteriore umorismo che, peraltro, in Goldoni era già chiaro: l’impianto, insomma, rimane il suo. L’intreccio fa molto ridere e i due gemelli sono agli opposti, entrambi vittime di una serie di equivoci: uno sembra un fascistone, mentre l’altro un fricchettone un po’ effeminato».

In scena c’è anche il monfalconese Stefano Paradisi…

«È stato mio allievo alla Shakespeare School di Torino. È un compagno di lavoro meraviglioso, un artista poliedrico con un orecchio straordinario per le imitazioni, un battutista formidabile, un giovane genio. Spero che Stefano sia un motivo d’orgoglio per Monfalcone: ormai, però, la cosa non dipende più da lui, ma dal sistema teatrale italiano, che stava già cadendo a pezzi prima della pandemia e con il Covid ha ricevuto il colpo di grazia, nonostante che i teatri siano luoghi sicuri».

Perché afferma che il teatro italiano era già in profonda crisi?

« Tutto il mondo dello spettacolo è sostenuto dal Fus, istituito nel 1985. In quell’anno, il costo dello spettacolo dal vivo era di circa lo 0,8% del Pil. Ora, è dello 0,023%. Le associazioni di categoria stanno chiedendo di arrivare allo 0,1%: la Germania investe 20 volte più di noi, la Francia 15. Basterebbe soltanto la volontà politica di agganciarsi sempre allo 0,1% del Pil. Resterebbe una quota ridicola, ma sarebbe un gesto significativo. E pensare che quello 0,023% del Pil produce 8,2 miliardi di fatturato e dà lavoro a circa 270 mila persone. Con la cultura, non solo si mangia, ma si può guadagnare». —

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