Un matrimonio non premeditato e l’orribile fauna dei nuovi ricchi

Esce domani per Fazi  un romanzo di Rebecca West, autrice della fortunata trilogia degli Aubrey, finora inedito in Italia. Gran successo nel ’36



«Se i poveri si sentissero poveri come i ricchi, di certo scoppierebbe la più cruenta delle rivoluzioni», dichiara Isabelle, la protagonista del romanzo di Rebecca West “Un matrimonio non premeditato” (Fazi Editore, traduzione di Stefano Tummolini, pp. 400, euro 18,50, da domani in libreria).


Isabelle è un'ereditiera franco americana che, rimasta vedova giovanissima, si trasferisce a Parigi con la speranza di trovare l'uomo della sua vita. In realtà ne incontra tre. Alla fine sposa l'industriale Marc Sallafranque, il meno bello e affascinante, ma sicuramente il più ricco.

“Un matrimonio non premeditato” è un romanzo finora inedito in Italia che l'autrice della fortunata trilogia degli Aubrey scrisse nel 1936 e che all’epoca ebbe un grandissimo successo. Rebecca West vi dipinge un universo cosmopolita, lussuoso e raffinato, oggi impensabile e inavvicinabile, descrivendo con acume l’effetto della ricchezza sulle persone, ma anche le misteriose dinamiche che regolano i rapporti tra i due sessi. Isabelle, dopo il suo matrimonio con Marc, si trova a dover partecipare a riunioni conviviali da Cap d'Antibes a Le Touquet, frequentate da un'orribile fauna di ex-principesse russe, aristocratiche virago, arrampicatrici sociali, miliardari americani e loschi armatori greci con consorti balcaniche e un codazzo di ricchi più o meno poveri, ovvero nobili inglesi che “svernavano” sul continente, possibilmente a spese di qualche ospitale "nouveau riche". A queste persone il denaro sembra non bastare mai e sono pronte a ogni intrigo per arraffarne di più. La frenesia di quel mondo falso sarà la causa di un dramma che contribuirà a re-orientare radicalmente le scelte di vita di Isabelle.

Scrive Rebecca West che - nel momento di maggior disperazione - Isabelle “ricordò a se stessa che anche i poveri, probabilmente, hanno le stesse angosce dei ricchi − ma questo non la consolò affatto”.

In fondo era proprio alla categoria dei “poveri ricchi” che apparteneva la scrittrice, un mondo descritto nella sua trilogia degli Aubrey, provenendo lei da una famiglia povera ma decisamente ricca di spirito. La West era nata a Londra nel 1892 come Cicely Isabel Fairfield in una famiglia gestita da donne volitive, vicine al movimento delle Suffragette, visto che il padre, giornalista e militare spiantato, era scappato di casa per poi morire giovane, lasciando alla moglie, una pianista di talento, l'onere di tirare su tre figlie. Rebecca West visse la sua lunghissima vita da ribelle e si scelse uno pseudonimo che evocava una ragazza madre da una pièce di Ibsen. Divenne famosa col primo libro “Il ritorno del soldato” sull'esperienza dei militari con traumi postbellici.

Femminista, progressista e disinibita, divenne la giovane amante di H. G. Wells, ma col loro figlio, Anthony, ebbe un rapporto burrascoso. Fu amante di altri uomini famosi (tra cui Charlie Chaplin) e nel secondo dopoguerra, dopo essersi arricchita con i diritti d'autore, si fece sempre più eccentrica. Girava in Rolls-Royce con autista e aveva una tenuta di campagna, Ibstone House, nelle Chiltern Hills dove non ospitava gli isterici nobili spiantati che popolano il romanzo “Un matrimonio non premeditato”, ma i rifugiati jugoslavi conosciuti quando nel 1931 aveva scritto il suo best-seller sulla Jugoslavia, “Black Lamb and Grey Falcon”. —

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