Corpo e anima nel teatro della vita di Consuelo Rodriguez

Domani allo Studio Tommaseo il finissage della personale dell’artista, curata da Darius Bork. Quadri e un altorilievo realizzato lavorando le lenzuola



Un muro di figure senza testa si delinea in una vincente quadreria di bianco e nero negli spazi dello Studio Tommaseo di via del Monte a Trieste. “Non c’è più tempo per giocare pericolosamente né per ripulire le armi, per credere nella mente fallace che ingannando ci pone nell’intrico di paure al rispecchio”. Con queste parole Consuelo Rodriguez inizia un discorso sull’arte che ha molteplici sfaccettature. La personale dell’artista dal titolo “Theater of Life” avrà domani il suo finissage.


Curata da Darius Bork l’esposizione pone l’attenzione sul lavoro che l’artista elabora approfondendo l’intima relazione tra anima, materia e pensiero. I corpi raccontano di un dolore vissuto e scolpito nelle pieghe del proprio andare e il “perdere la testa” è la possibilità di dimenticare, ma la pelle, gli organi, il cuore hanno una sapienza e una rimembranza informazionale.

Si pone a dialogare con i quadri un altorilievo monocromatico realizzato dalla Rodriguez mediante la lavorazione di vecchie lenzuola matrimoniali di cotone ridotte a striscioline e mischiate, in una sorta di fermento alchemico, a vari elementi tra cui gesso marmorizzato, cera e acqua. Un processo molto lungo ha permesso la genesi di profondità, cavità, picchi, che rappresentano le pieghe delle emozioni, i momenti di caduta e l’elevazione.

Una ricerca, effettuata da esperti, ha fatto sì che l’opera prendesse vita e vibrasse al suono della musica muovendosi sulle tracce della forma. Un’analisi attenta e suggestiva calibra la corrispondenza tra gli anfratti dell’anima e la melodia.

Manipolazione, intreccio, memoria. Il filosofo Giovanni Leghissa, in un esaustivo video presentato in mostra, spiega l’affascinante e non sempre facile rapporto tra arte e filosofia. L’opera monocromatica esposta allo Studio Tommaseo ricalca lo schema vincente di una non figuralità rigorosa per approdare a una costruzione plastica dai timbri acuti. Da controcanto i nove dipinti in bianco e nero narrano di una dimensione del dolore che lotta nell’alternanza tra luce e tenebra, corpo-anima, pensiero-azione appaiono gli elementi estranei di un unico contenitore che spesso si riconosce come “difettoso”. Gli uomini e le donne senza testa raccontano di una dimensione altra che rappresenta l’alternativa all’insopportabile.

Consuelo Rodriguez mostra un’umanità sofferente in cui i corpi subiscono la perdita del volto quale perdita dell’identità, ma l’anima con il suo vissuto ha la capacità di trasformazione che diviene possibilità. —

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