Lavarsi troppo fa male? Per il medico “no sap” ci priva di difese naturali



Forse dopo i no vax impareremo a conoscere anche i no sap(one)? E sarà una nuova frontiera della protesta opporsi alla doccia in nome della libertà di esprimere il proprio odore? E per disperdere questi assembramenti gli idranti della polizia spruzzeranno un detergente profumato? Sono domande che possono sembrare oziose, ma fino a un certo punto, dopo la piega (non quella del parrucchiere, sia mai) che hanno preso gli avvenimenti di questi giorni. Forse il nuovo guru del pensiero libero dall’igiene intima è già qui e non lo sappiamo ancora.


Si chiama James Hamblin e il suo ‘Puliti’ (Einaudi, 238 pagg., 17,50 euro) potrebbe coagulare quanti non amano troppo lavarsi. La nostra società, scrive Hamblin è ossessionata dall’igiene, ogni superficie è sottoposta a una attenta detersione. Come la nostra pelle, soprattutto la nostra pelle”. E si chiede: “E se tutto ciò fosse sbagliato?” Mentre si immaginano levarsi al cielo le grida di giubilo di schiere di bambini, finora costretti dai genitori a odiosi lavacri quotidiani, si delinea la società no sap che senza deodoranti, shampoo, bagnoschiuma, spande nell’aria la sua, diciamo così, personalità.

Hamblin non è uno sprovveduto, ha una laurea in medicina, che però non ha mai messo in pratica, e attualmente lavora come editor e giornalista. E allora come mai è arrivato a questa conclusione così radicale? La sua tesi è presto detta. La nostra pelle possiede uno strato di mille miliardi di microbi che non sono pericolosi, ma influenzano molti fenomeni, dall’acne all’eczema, dalla pelle secca al nostro odore. Questo microbioma viene messo in crisi dall’azione dei saponi, che operano una vera e propria raschiatura dei microbi lasciando la nostra pelle pulita ma indebolita ed esposta a mille insidie. Senza contare, aggiunge Hamblin, deviando decisamente sul green, che lavarsi significa anche consumare molta acqua e bottiglie di plastica, flaconi e flaconcini, tubetti e stick. E qui immaginiamo che pure Greta si sarà alzata in piedi ad applaudire, delineando con ciò quella che potrebbe prefigurarsi come la tempesta perfetta.

Se infatti la generazione Greta si orienta decisamente verso il no sap, i prossimi decenni non vedranno solo l’alzarsi della temperatura globale ma anche il rilascio incontrollato degli effluvi umani portando qualcuno, tra i più cinici resistenti dell’igiene, ad augurarsi che lo sciogliersi dei ghiacciai, se proprio debba accadere, metta almeno a bagno una folla puzzolente. —

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