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I bunker del Vallo Alpino diventano i musei delle guerre di confine

Firmato un protocollo tra tanti enti per valorizzare le oltre mille strutture difensive ormai in disuso

TRIESTE. I bunker, costruiti nel periodo che va dal regime fascista fino alla Guerra fredda, in totale 1550 strutture difensive, rimaste in disuso sul confine orientale, ora diventano in parte oggetto di recupero grazie a un protocollo, di durata triennale e rinnovabile, siglato lunedì 25 ottobre nel palazzo della Regione. A firmare il documento sono stati l’assessore regionale al Demanio Sebastiano Callari, il direttore regionale dell’Agenzia del Demanio Alessio Casci, il direttore del Segretariato regionale del Fvg Roberto Cassanelli, per la Difesa il direttore della Direzione dei lavori e del demanio, il generale ispettore Giancarlo Gambardella e i rettori Roberto Pinton e Roberto Di Lenarda per le Università di Udine e di Trieste.

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