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A 120 anni dall’ultima salita il mito di Emilio Comici incensato dal fascismo

Un convegno e uno speciale di Meridiani Montagne ricorda il grande alpinista triestino. Precipitò in Val Gardena lasciando una memoria che fa ancora i conti con il regime di allora

TRIESTE. È il 20 ottobre 1940, l’Italia fascista è in guerra. Vuole riparare alla “vittoria mutilata”, rilanciando il progetto espansionista fermato dalla politica Usa, e a Trieste toccherà il ruolo di “capitale della guerra” verso oriente. Nella città corre, improvvisa, una notizia: Emilio Comici, principe dell’arrampicata, è caduto su un modesto balzo roccioso di Val Gardena.

Martedì 19 ottobre, per ricordare la data e i 120 anni dalla nascita di Comici, alla Società Alpina delle Giulie si è tenuto un convegno con la prevista partecipazione tra gli altri di Paolo Paci, direttore di Meridiani Montagne, che gli ha dedicato il secondo volume della collana “Grandi alpinisti italiani”, e Vittorio Zanon, direttore della rivista friulana La Panarie, che ha anch’essa ricordato lo...

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