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Lui è agile e coraggioso, lei sveglia e impertinente. Sono Nettare e Ambrosia, due ragazzini che portano la tunica come nell'antica Grecia e i sandali ai piedi, vivono sull'Olimpo e si divertono a intervenire quando il volere degli dei non corrisponde ai loro piani.

Portano il nome della bevanda e del cibo degli dei, quelli che nella tradizione mitologica rendono immortali, i protagonisti di una serie di volumi scritti da Sabina Colloredo e illustrati da Ilaria Urbinati che rileggono in chiave moderna le storie di Zeus e compagni, un po' come aveva fatto Pollon, la bambina aspirante dea dell'irriverente e delizioso manga di Hideo Azuma diventato un cartone animato cult negli anni Ottanta. Ma se la nipponica figlia di Apollo era una ironica combinaguai, i personaggi di Sabina Colloredo sono decisamente più politicamente corretti: i due piccoli coppieri hanno il senso della giustizia e si battono per risolvere ogni situazione che crea scompiglio. Così nel primo libro “Nettare, Ambrosia e il Mondo Oscuro” (De Agostini, pp. 130, euro 7,90) tutta la Terra è ricoperta di ghiaccio e neve dal momento che il temibile Ade ha rapito Persefone. I due ragazzini origliano le conversazioni tra Zeus e le altre divinità dell'Olimpo e osservano di nascosto le loro scaramucce che però non portano a niente. Stanchi di dover vivere in un mondo diventato un deserto bianco e spettrale, i due piccoli eroi prendono in mano la situazione e trovano il modo per penetrare negli Inferi: non senza difficoltà riusciranno a convincere Ade a liberare la sua sposa in modo da riportare la primavera rigogliosa sul pianeta.

Nel secondo libro, “Nettare, Ambrosia e le magie di Medea”, i due coppieri vengono a sapere che Giasone insieme ai suoi cinquanta Argonauti ha intenzione di imbarcarsi per compiere un lungo viaggio alla ricerca del prezioso Vello d'oro. Malgrado siano impegnati in gare di corsa con Eros e Astianatte, il figlio di Ettore eroe di Troia, i nostri protagonisti decidono di unirsi alla spedizione perché sono intenzionati a incontrare la potente maga Medea, l'unica che potrebbe aiutarli a scoprire qualcosa di più sul loro oscuro passato e sul perché siano stati abbandonati.

Il terzo volume “Nettare e Ambrosia e il cavallo di ferro” porta i due ragazzini nella città di Troia assediata dai Greci: carri da guerra, soldati armati fino ai denti e cavalli al galoppo sono sparpagliati dappertutto. Tra l'accampamento greco e la mitica città si aggirano eroi, re e regine e i due piccoli coppieri degli dei si rivolgono a tutti, anche a Ulisse e ad Achille, per tentare di fare luce sulla loro origine.

La saga ideata da Sabina Colloredo è avvincente e ritmata, ottimamente supportata dai disegni di Ilaria Urbinati che mette l'esperienza maturata come animatrice di serie televisive a servizio dell'operazione: le scene presentano una magnifica padronanza dell'impianto grafico con poetici rimandi a tecniche classiche come l'acquerello. Sabina Colloredo prima di arrivare alla narrativa è stata direttrice creativa in alcune delle più importanti agenzie di pubblicità in Italia. Da alcuni anni è diventata autrice di storie per bambini e ragazzi e ha prodotto ormai un centinaio di testi tra racconti, biografie, romanzi storici e avventure mitologiche. I suoi libri, tradotti in molte lingue, hanno venduto in Italia più di duecentomila copie. —

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