Covacich svela il “suo” Svevo alla Sala Bartoli

Da mercoledì 13 ottobre lo scrittore alla sala Bartoli diretto da Però. «La questione che mi sta a cuore è quella della lingua»

TRIESTE "Non aveva che genio". Così la pensava Bobi Bazlen a proposito di Italo Svevo. "Non aveva che genio" è una frase che si cita spesso. Tralasciando il più delle volte ciò che viene dopo, e cioè: "Per il resto, era stupido, egoista, opportunista, calcolatore, senza tatto".

Che Aaron Hector Schmitz, in arte Italo Svevo, figura capitale nella letteratura del '900, non fosse un fine letterato, né un elegante intellettuale, quanto piuttosto un concreto uomo d'affari, pratico e sbrigativo, ce lo ricorderà, da un palcoscenico, Mauro Covacich.

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