Evgeniya Muraveva dà voce alla farfalla: «È sincera e pura d’animo»

Originaria di San Pietroburgo la cantante è la Cio-cio-san numero 129 a salire sul palcoscenico triestino

La protagonista

trieste


Nella tumultuosa serata del 1904 in cui il debutto scaligero di “Madama Butterfly” fu un fiasco clamoroso, uno degli aneddoti più curiosi riguarda la protagonista Rosina Storchio, famoso soprano amata dal pubblico, acclamata dalla critica e ricercata da tutti i compositori nonché presenza assidua nelle cronache mondane dell’epoca per il legame con Arturo Toscanini. Quando quella sera, nel muoversi in scena, il suo kimono rimase sollevato e rigonfio, in sala il pubblico urlò ‘Butterfly è incinta’ alludendo maliziosamente alla liaison amorosa con il celebre direttore. Tre mesi più tardi però, dopo diversi rimaneggiamenti apportati alla partitura da Puccini, l’opera andò trionfalmente in scena a Brescia e, da allora, è sempre sulla cresta dell’onda, amatissima dal pubblico come dai soprani, illustri o meno, che si sono cimentati con la vicenda della fanciulla giapponese.

Al Teatro Verdi di Trieste la farfalla ha volato per ben 128 rappresentazioni, giovandosi di interpreti storiche come Licia Albanese, Mafalda Favero, Magda Olivero e moderne primedonne come Fiorenza Cedolins e Amarilli Nizza. Domani sera tocca a Evgeniya Muraveva indossare il kimono di Butterfly e dare voce al suo sogno d’amore infranto.

Nata a San Pietroburgo, vincitrice di numerosi concorsi internazionali e solista ospite regolare del Teatro Mariinskij - dove ha debuttato come Contessa nelle ‘Nozze di Figaro’ di Mozart - Evgeniya ha affrontato anche la ‘Salome’ di Strauss e il ruolo di Gutrune nel wagneriano ‘Crepuscolo degli dei’, per dedicarsi poi soprattutto alle grandi eroine del repertorio russo come Liza nella ‘Dama di Picche’ e Natal’ja in ‘Opričnik’ di Čajkovskij, Lyubka in ‘Semën Kotko’ di Prokof’ev, Pannočka nella ‘Notte di maggio’ di Rimskij-Korsakov e Katerina Izmajlova alias ‘Lady Macbeth del distretto di Mcensk’ di Šostakovič.

Però a Puccini si è avvicinata fin dai tempi del Conservatorio. «Ho avuto la fortuna di ottenere una parte nella Bohème realizzata come laboratorio operistico dal Conservatorio di San Pietroburgo – racconta il soprano – e siccome noi studenti cercavamo di imparare tutto quello che potevamo, io preparai Mimì innamorandomi subito di questa musica. Ma successivamente interpretai Tatiana in Onegin e Puccini ritornai ad eseguirlo solo quando venni ammessa al Teatro dell’Opera da camera. In quel contesto ho iniziato la mia ‘Puccini experience’ come Tosca e poi ancora Mimì e Butterfly. Per me la caratteristica principale in Puccini è il colore della melodia e il gusto squisito della frase musicale, diversa dalla musica russa dove c’è un maggior utilizzo delle frasi parlate». Soggiogata da Tosca – «sono davvero la cantante più felice quando posso interpretarla» e sognando Manon Lescaut, «penso che sia stata scritta per la mia voce» - per l’artista russa ora è il momento dell’esotica Cio-Cio-San, vissuta e interpretata in modo tradizionale. «Lei è una giovane donna orientale di cultura e grande modestia, assolutamente sincera e pura d’animo, bella e gentile, leale e profondamente fedele. Mi piace – spiega la cantante - che lei sia così sincera e sensibile come una bambina, è molto toccante emotivamente ed è un grande piacere interpretare un personaggio come questo. Inoltre quando ero in Giappone ricordo che mi sono stupita nel vedere molte donne giapponesi con caratteristiche simili ancora oggi».

Nella trama Cio-cio-San, a parte la fedele domestica Suzuki, è circondata da uomini uno più pericoloso dell’altro, che la impauriscono e ne condizionano la vita. «Il più pericoloso di questi - dice - è Pinkerton, bello affascinante e gentile ma, in realtà, è un lupo travestito da pecora. Inconsapevole di se stesso, alla fine spezza una vita così bella e fragile come quella della piccola Butterfly».

Molto coinvolta dal pathos pucciniano ma attratta anche dalle eroine verdiane, dismessi i panni di Butterfly per Evgeniya Muraveva sarà la volta di indossare quelli di Amelia nel “Ballo in maschera”. Ci sono poi «molti progetti interessanti ma, per il momento - dice - lasciamo che siano un segreto!». —



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