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Barisoni: «L’economia oggi è in bilico tra crisi e rivoluzione»

MONFALCONE. Penultima giornata di Geografie, sabato 25 settembre, con un fitto numero di appuntamenti: Diego Marani alle 11, Mina Fiore alle 12, Luca Telese alle 15.30, Stefano Mancuso alle 17, Luca Barbarossa alle 18.30 e Maria Giovanna Maglie alle 20.

A ospitarli - ma l’elenco dei nomi potrebbe continuare - ci penserà la monfalconese piazza della Repubblica.


Ricco anche il calendario di domani del festival . Tra i suoi eventi di punta, si potrà assistere a quello con il vice direttore esecutivo di Radio 24 Sebastiano Barisoni che, con il giornalista del Piccolo Roberto Covaz, parlerà di “Terra incognita. Una mappa per il nuovo orizzonte economico” (Solferino, pagg. 208, euro 16). «Il libro - racconta Barisoni - è stato scritto prima e durante la pandemia, chiedendosi se fossimo di fronte a una crisi finanziaria o a una rivoluzione» «Ciò - continua - differenziando i due concetti e definendo le rivoluzioni con “tre I”: irreversibili, imprevedibili e indistinte».

«Ebbene - continua il giornalista -, le conseguenze del Covid sono ancora ascrivibili a una crisi, non a una rivoluzione. In fondo, nella storia dell’umanità le pandemie non hanno mai portato a rivoluzioni, mentre hanno generato crisi. E, da un punto di vista economico, questa crisi pandemica non ha avuto un’origine economico-finanziaria come nel 2008. Quando sarà sotto controllo si può allora ipotizzare una ripartenza dell’economia, che peraltro stiamo già vedendo, anche a una velocità più forte del previsto. Ciò non toglie che da anni era in corso non una crisi, ma una rivoluzione vera e propria».

La caratteristica di questa rivoluzione, Barisoni non esita poi a individuarla: «Si contraddistingue per la rete (le rivoluzioni hanno sempre una matrice di carattere tecnologico): non si tratta tanto del Web, ma della possibilità per il consumatore, per la prima volta nella storia, di poter comparare l’offerta di beni e servizi su scala planetaria, indipendentemente dal suo luogo di residenza. Avendo infatti un collegamento con la rete si possono guardare le offerte esistenti di qualunque bene o servizio e paragonarle: ciò può valere tanto per un viaggio quanto per un’automobile, tanto per la ricerca di un ristorante quanto per una polizza assicurativa».

«È, insomma - conclude Barisoni -, la prima volta che il consumatore si trova ad avere più informazioni dell’offerente, mentre, in precedenza, chi offriva un bene o un servizio aveva molto più forza e più informazioni rispetto a chi lo andava a chiedere. Non a caso, spesso si finiva per lavorare in situazioni di oligopolio e di monopolio». 
 

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