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Il Teatro Verdi di Trieste riparte con “Mozartiade”, la storia d’amore di Bastiana

Andrea Binetti interpreta e dirige Mozartiade

L’atto unico fu scritto da Wolfgang Amadeus all’età di dodici anni. Il nuovo allestimento da domani al 16 settembre è diretto da Andrea Binetti

All’estro di un bambino geniale è affidata la ripartenza dell’attività al Teatro Verdi di Trieste, che accoglie venerdì alle ore 20.30 il debutto di “Mozartiade”(ovvero ‘Bastiano e Bastiana’) il ‘Singspiel’ K.50 in un atto composto da Wolfgang Amadeus Mozart all’età di 12 anni, su libretto di Friedrich Wilhelm Weiskern e Johann Andreas Schachtner da ‘Le devin du village’ di Jean-Jacques Rousseau, nella nuova orchestrazione a cura di Marco Taralli e Paola Magnanini, traduzione e versione ritmica di Andrea Binetti e Roberto Gianola. Il nuovo allestimento della Fondazione Teatro Lirico G.Verdi si avvale delle scene di Paolo Vitale e della regia di Andrea Binetti, maestro concertatore e direttore Roberto Gianola, maestro del Coro Paolo Longo, nel cast Rinako Hara (Bastiana), Andrea Schifaudo (Bastiano), Nina Dominko (la Regina) e Andrea Binetti (il Mago Cola). Repliche in programma fino al 16 settembre sempre alle 20.30, tranne domenica 14 con inizio alle 18.

La vicenda narra le vicissitudini amorose della giovane Bastiana che teme di essere stata tradita dall’amato Bastiano e per questo chiede aiuto al mago Cola, una sorta di cantastorie-ipnotizzatore, deus ex machina della storia pronto a rivelarle come il suo innamorato non l’abbia tradita ma sia stato irretito dai doni e dalle lusinghe di una ricca e misteriosa castellana che lo tiene prigioniero. «Bastiana - spiega Andrea Binetti - è una creatura fragile, una sorta di donna-fiore, quasi una fanciulla racchiusa in una crisalide ma che saprà trasformarsi in una magnifica farfalla per riconquistare l’amore di Bastiano, il classico principe delle favole mapur sempre un farfallone, come lo sono spesso i giovani. La Regina del castello, provocante e ammaliatrice, è una figura ambigua, tipico elemento di disturbo della storia che, a un certo punto, capendo di non poter avere Bastiano cercherà di concupire Cola. Naturalmente tutto si risolve per il meglio grazie al filtro d’amore del mago e, soprattutto, al potere dell’amore che, come in tutte le favole che si rispettino, porterà al lieto fine».

Quali sono le novità rispetto all’edizione di due anni fa?

«Innanzitutto l’ambientazione è realizzata in uno scenario di totale invenzione, senza tempo, strappato dal ‘700 classico e collocato in un mondo fiabesco, onirico e quasi surreale, il cui unico leit-motiv è la bizzarria unita alla magia. Poi, rispetto alla Sala del Ridotto, per questa nuova messinscena ho dovuto pensare a un allestimento che, in qualche modo, abbracciasse l’ampiezza dell’intero palcoscenico».

E la musica quali sorprese ci riserva ?

«Ho ampliato un po’ il range musicale per cui andremo a toccare qui e là alcuni dei più famosi capolavori mozartiani come Il Flauto magico e Don Giovanni e poi c’è la novità del coro, che sarà presente in scena con due preziosi cammei tratti da Così fan tutte e Nozze di Figaro e verrà messo in evidenza attraverso particolari giochi di luce. Di sicuro c’è tutta la più buona volontà di realizzare uno spettacolo accattivante, che per gli habitués del Verdi significa occasione di ascoltare la musica geniale di Mozart e, nel contempo, riesca ad attrarre il pubblico più giovane».

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