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Concerto all’alba, Matteo Alfonso improvvisa al piano al Castello di San Giusto

Domenica alle 4.50 appuntamento al Bastione rotondo. L’artista: «Un evento particolare, è una nuova sfida»

TRIESTE Una tradizione che si ripete da più di vent'anni. Torna, questa volta in presenza, il Concerto all’alba all’interno di TriesteLovesJazz che si terrà alle 4.50 dell'8 agosto al Bastione rotondo del castello di San Giusto. Protagonista del consueto appuntamento musicale di Trieste Estate che scandisce il passaggio dal buio alla luce sarà quest’anno Matteo Alfonso, pianista che si distingue per la ricercatezza interpretativa. Titolare della cattedra di pianoforte jazz al Conservatorio di Venezia, apprezzato turnista, collabora stabilmente con musicisti di fama internazionale come Bobby Watson, Eliot Zigmund (batterista del suo quartetto) Toquihno, Fabrizio Bosso, Robert Bonisolo e molti altri. «Casa della Musica - ricorda il direttore artistico, Gabriele Centis - organizza il concerto all’alba da prima che questo particolare evento diventasse una moda per essere poi replicato in più occasioni con diverse formule e nomi: dai primi avventurosi appuntamenti di “Eliossea” con Alessandro Grego fino all’ormai tradizionale concerto sul Molo Audace. La pandemia lo scorso anno ci ha costretto a una solitaria, anche se sofisticata e suggestiva, performance in diretta streaming di Francesco De Luisa sulla terrazza della Stazione Marittima e pure quest’anno, per problemi di assembramento, dobbiamo rinunciare al molo, ma ci trasferiamo in un altro luogo straordinario: il castello, dove però potremo contare sulla presenza, anche se limitata, del pubblico. Le condizioni del concerto all’alba - conclude Centis - sono straordinarie e la percezione dello spazio assume un nuovo significato: la città non è più lo scenario sullo sfondo e il molo non è più un semplice braccio di pietra verso il mare, ma a prevalere è un senso di unità e serena bellezza».

«Il piano solo - rivela Alfonso - è sempre una prova impegnativa per un pianista improvvisatore: richiede una certa maturità e una conoscenza approfondita di quegli strumenti che consentono di tradurre in musica le emozioni del momento; il tutto inoltre è legato al luogo e al contesto. In questo senso, il concerto di domenica rappresenta una nuova sfida vista la particolarità dell’evento». Il pianista ha prestato molta attenzione alla scelta del programma. «Ho riflettuto a lungo e svolto una ricerca musicale ispirandomi a compositori classici e pop i cui brani fossero ispirati a situazioni paragonabili a un concerto all’alba, da “sfruttare” per le mie improvvisazioni, ma alla fine ho deciso che il concerto sarà un'improvvisazione dall’inizio alla fine. È la mia seconda esperienza concertistica di questo tipo. La prima, con un progetto che mi vedeva affiancato da un trio d’archi, è di qualche anno fa su una spiaggia in costa Smeralda: un’esperienza straordinaria ed emozionante tanto quanto quella che mi attende a Trieste, visto il confronto diretto tra me e gli 88 tasti».

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